Evoluzione

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“UN PALETTO GIALLO E’ MILLE VOLTE MEGLIO DI UN CANGURO”

 questo post è tratto da una pagina di diario di una mia compagna di avventura, Alice... racconta la mia prima esperienza di contatto con la natura qua in Australia..fuori dalla città le ''Blue Mountains"
vale


27 settembre 2009
“UN PALETTO GIALLO E’ MILLE VOLTE MEGLIO DI UN CANGURO”

Sono su un treno, direzione Sydney, ore 06.50 del mattino…
Non so neanche come iniziare il racconto!
Anzi…tutto ha inizio due giorni fa circa, in ostello conoscenza nuova, VALENTINO (vale!), un ragazzo italiano arrivato da solo col sogno di diventare un bagnino/surfista nelle baie australiane..
Dopo una giornata passata insieme a Bondi beach, Tamarama beach e bronte, decidiamo l’indomani di affrontare le famose “Blue mountains”, catena montuosa a circa 150 km da Sydney  (-credo!)-
Sveglia all’alba, colazione, panini, valigia causa checkout momentaneo, doccia (poi non fatta per ritardo…)
Treno delle 8.20 perso!non avevamo dubbi…
Corsa per riuscire a prendere quello dopo..corsa in stazione…1°SCLERO della giornata perché CARLO è in ritardo!
Ok treno preso!ore 9.20 circa…gran ronfata sul treno, tra ipod e pensieri arriviamo a KATOOMBA, paesino a ridosso della catena montuosa, un freddo tagliente
Cerchiamo di coprirci il più possibile: all star ai piedi per me!
-Canotta+maglietta+maglioncino+felpa mia+felpa di carlo+sciarpa-
un vento che ti divora, potevamo beccare una giornata migliore, si, il cielo è azzurro ma il freddo è tanto e il vento troppo forte!
*Katoomba: città fantasma*
ok, scendiamo dal treno, ci copriamo il più possibile, seguiamo la folla uscendo dalla stazione senza neanche pensare ad un treno di ritorno…* FURBI!
In quattro..nessuno di noi ha pensato di dare un’occhiata ai tabelloni..forse è proprio questo che accomuna un viaggio simile: no orologio, no paure, avventura, divorante curiosità di scoprire..
..prendiamo una mappa della zona giusto per farci un’idea, tutta la folla che seguiamo ovviamente prende il bus che porta all’inizio delle diverse escursioni, noi WALKING..(no soldi per cose futili)
camminiamo lungo Katoomba street, un vento pazzesco*
arriviamo finalmente al punto di partenza che ci regala una visione generale di queste famose bluemountains e soprattutto delle “three sisters” che con odio poi soprannomineremo “le tre puttane”…ops-
..vista spettacolare..blablabla…ore 12.30 (circa credo) iniziamo a camminare
seguiamo il sentiero, posto un po’ deludente, paesaggio tutto molto simile, freddo, natura molto artefatta con corrimano  e pensilina, funicolari…ma insomma…VOTO 5!insomma un po’ delusi, non vedo molta gente per essere domenica, camminiamo per circa 3 orette, animali zero se non un paio si volatili…ma’!niente di che!
Le tre sorelle maestose quasi sempre davanti a noi, noi al sicuro in questa natura modellata dall’uomo, nel sentiero guidato (o mezzoguidato dato che i cartelli non sono molto chiari..)
Ci fermiamo a mangiare i nostri panini preparati con cura la mattina, due chiacchiere di politica, di religione, di fine del mondo…normalità!
Valentino, il ragazzo italiano che si fa conoscere un po’..
Ore 15.30 circa STE propone una gita alternativa, per i più esperti!senza pensilina, senza la mano dell’uomo, solo qualche PALETTO GIALLO per indicare il percorso da fare.
Alla ricerca di qualcosa che potrebbe migliorare questo paesaggio tutto uguale: “Solo la vista di un canguro potrebbe far arrivare alla sufficienza ‘sto posto!” esclama vale…
Ok si parte, il mio cervello diceva che era tardi per iniziare un percorso per montanari esperti ma ste ci teneva e dai…dopotutto erano solo le 15.30-16.00…solo…*
Dopo un paio d’ore di cammino, qualche sosta siga, i paletti gialli spariscono, le three sisters pure, nessun punto di riferimento
Non ci allarmiamo, anzi saliamo ad un mezzocolle\mezzomonte per cercare di goderci il panorama…usciamo dal sentieri… (già secondo me non lo eravamo neanche prima)
Inizio a insospettirmi (..intuito femminile..), ci stavamo cacciando nei guai.
Arriviamo in cima, vento tagliente, i piedi che ormai non sentivo più
I tre esploratori, nonché miei compagni di avventura si arrampicano sulla roccia più alta per vedere meglio, arrivati in cima, urlano: “ALI Sali anche tu!da qui vista fantastica!”
No!zero!”Mi incazzo..è tardi, tra poco scende il sole, non sappiamo neanche dov’è il sentiero!”
La MIA preoccupazione sale, in più io soffro il freddo..chi mi conosce bene lo sa, [citazione Ponchesca ]e qui a dir la verità nessuno mi conosce bene!
Ore 17.30 temperatura credo si aggiri sui 5 gradi. Scendiamo da un dirupo alla ricerca di un sentiero…come cercare un ago in un pagliaio…
Io diffidente, vale lo trova!non so come..ma lo trova!
Seguiamo quel sentiero sperando sia quello giusto e sperando di trovare qualche indicazione.
“siamo lontani dal punto di partenza..non mancherà molto!”
incontriamo un CARTELLO:
time: 6/7 hours – per esperti – take water
6-7 ORE????????
Poco piu di mezz’ora e cala il sole, vale cerca di mantenere la calma, io mi agito, carlo dice di proseguire (spara cazzate), ste propone di tornare indietro (comunque un minimo di tre ore di cammino)..
Ma poi 6-7 ore per arrivare dove??bhooooo…CONFUSI!
Si litiga, un po’ in panico, il sole intanto va giù!
Ok deciso SI TORNA INDIETRO!
Alla ricerca del sentiero coi paletti gialli…risaliamo il dirupo, il vento aumenta il sole sparisce
Camminiamo, camminiamo ore 18.30 circa…buio, in fila con la pila!
Non so perché l’ho portata …al mattino ho avuto come il presentimento che ci sarebbe servita!
Buio, vento, freddo, stanchezza, nervoso, paura: persi sulle montagne australiane, di notte.
Camminiamo, camminiamo
Sembrava un film: “i 4 avventurieri e le 3 sorelle”
Già ci vedevamo, passare la notte tra quelle montagne gelide!
…finchè…”UN PALETTO GIALLO!!!” esclama vale che guidava il gruppo…
gioa nei volti, abbracci..tutto questo credo verso le 20.00..

UN PALETTO GIALLO E’ MILLE VOLTE MEGLIO DI UN CANGURO

Ci sentivamo al sicuro, bastava seguire la strada ormai, ancora lunga è vero (come minimo 2 ore che col buio potevano diventare 3-4 o forse più)
..dai eravamo in 4, cercavamo di farci sostegno..scleri a parte!
Lo zaino e le gambe incominciavano ad essere pesanti, il freddo pungente, i piedi gelati

-pensavamo fosse finito il peggio-*

camminiamo, camminiamo forse sentiamo un canguro, forse son allucinazioni
stanchi
un silenzio quasi surreale attorno a noi zittisce anche noi!
Sogniamo l’ostello, un letto caldo
Ok ritroviamo il percorso guidato, è fatta!dobbiamo solo risalire la montagna e tornare in strada…solo!milioni di gradini, come minimo un’altra ora di cammino, almeno eravamo sicuri di percorrere la strada giusta!
Scale,scale,scale, mi sento svenire!
Raggiungiamo la strada…E’ FATTA!FELICI!
Ora basta ritrovare la Katoomba street e percorrerla, ci porta in stazione!anche il percorso in strada non ci lascia scampo…salita+salita+salita+salita!
Tra di noi il silenzio, quando cammini lo senti meno il freddo..è quando ti fermi che diventi un ghiacciolo!
Katoomba street!ok!via, testa bassa, in silenzio verso la stazione, insultando le tre sorelle e le maledette blue mountains!
…a fatica e con le ultime forze arriviamo in stazione: “five minutes the train for Sydney!”
bella!”la fortuna è dalla nostra parte!” SISI
passano 5-10-15-20 minuti e del treno neanche l’ombra!stando fermi il freddo e il vento ci uccidono!
Mi sentivo male, poi io, col freddo…
Vale va a chiedere all’ultima persona rimasta in quel paese, in quella città fantasma!
“ore 22.54!”
ok, manca un’ora…lo sconforto generale!
60 minuti con quel freddo, continuo a ripetere che non ce la faccio!tutto chiuso, non un bar aperto!nulla..
conosciamo un barbone, ci consiglia di rifugiarci nella LIFT (ascensore) della stazione…ci andiamo per tirare quest’ora che sembra infinita…
“che ore sono?”
“che ore sono?”
“bho…ho il cel scarico…”
“mancano 22 minuti…blablabla”
non passava…non sentivo più ne mani ne piedi!
….finchè….vale e ste chiudono gli occhi, io guardandoli con invidia pensando che addormentami avrei sentito meno freddo…crollo!!!
SEMBRA restare sveglio carlo, sembra perché non si siede!resta in piedi con la faccia incollata al vetro dell’ascensore…
“SEMBRA SVEGLIO!”
ci sveglia il TUTU del treno..ci alziamo, corriamo fuori dall’ascensore, assonnati, stanchi
il tutu era per avvisare che stava ripartendo!
Non ci credooooo…NOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!
“Why no stop???”  in un inglese inpanicato!un tipo della stazione ci risponde: “no!stop here!”
praticamente si era fermato ma non lo avevamo sentito…cazzo!carlo era pure in piedi!
Spaventati e infreddoliti al limite del possibile…
“Last train for tonight!”
NOOOOOOOOOOOOOOO, l’ultimo treno?eh si...
“next train is tomorrow morning at 4 o’clock!”
...5ore, tra 5 ore, tutto chiuso, unica via d’uscita l’ascensore che riparava solo dal vento, non dal freddo!
Io insisto: “andiamo a cercare qualcosa di aperto!”
“un bar, una casa, un ostello, un posto riparato, la polizia!qualcosa!”
morivo di freddo, tremavo, denti barbelavano, le mani e i piedi gelidi..il vento mi faceva girare la testa!!!
Camminiamo, camminiamo ancora…tutto chiuso!...unico posto, un barettino con due cinesi che puliscono il locale, busso!”please, can i enter one moment!it’s too cold!”
…mi scambiano per una barbona…
mi suggeriscono con la porta socchiusa di andare in un ostello più avanti..
proprio in quell’istante mi viene in mente che, mentre camminavo in direzione stazione fianco a fianco con vale sulla strada due tipe escono a fumare da una casa, una casa che sembrava un ostello, non so, non leggo l’insegna, però quando ho visto le due tipe (nonostante l’avventura doveva essere finita) ero più tranquilla…“fosse andata male alla stazione qualcuno ci poteva aiutare”…
in quel momento mi deve essere uscita una frase tipo: “se dovesse succedere qualcosa al treno (non lo pensavo seriamente..) sappiamo dove rifugiarsi!”..così per dire..
ok. I  2 cinesi non si fidano di noi, ci lasciano on the street a gelare, hanno paura!volevamo solo scaldarci un pò!
Il niente, in quella città fantasma!camminiamo ancora un po’ un ostello!o degli appartamenti per vacanzieri…busso, zero risposta!FUCKK!!
Nessuno!nessuna entrata!
Il freddo aumenta..
Camminiamo ancora, altra indicazione ostello, proseguiamo, io avevo perso le speranze…
Ci dividiamo: io e ste andiamo a bussare sotto un’indicazione RECEPTION..vale e carlo vanno alla ricerca di un posto abusivo dove poter passare quelle ore (ormai diventate 4 credo) senza morire di freddo!
IO E STE bussiamo, niente. Busso più forte. “ci sarà pure qualcuno!”, la luce è accesa.
Ci apre una ragazzina orientale con in mano una tazza fumante, con qualcosa di caldo—beata—
Le spieghiamo la situazione col “nostro” inglese perfetto..barbeliamo…
“abbiamo perso l’ultimo treno per Sydney, abbiamo bisogno di un posto al caldo per 4 ore, moriamo di freddo qui fuori!”
“wait here, I ask…” era giovanissima, sarà stata la figlia del proprietario o qualcosa di simile, parte il viaggio su questa povera ragazzina e la sua famiglia…i minuti passano, freddo o o
10 minuti non ci speravo più, finchè una signora mezza cinese credo spunta, senza aprire la porta ci chiede che vogliamo, cerchiamo di spiegare, ha paura cazzo!non apre neanche la porta…
alla fine ci dice di aspettare che chiede al boss aspettiamo sperando il freddo aumenta anche perché siamo fermi5 minuti, niente!chissà dov’è finita…busso..niente!luce spenta, tutti spariti, fantasmi!
Tornano i 2 pazzi….carlo e vale…infreddoliti quanto noi ci dicono di essere entrati nella lavanderia di un qualche posto, non si è capito bene dove…e di aver rubato 2 piumoni…tornano in ascensore!pazzi.
LA CELLA FRIGORIFERA
Così la chiama ste
Noi speranzosi rimaniamo davanti a quella porta..la cinese non si vede più!
Busso di nuovo
Piu forte, dal nervoso mi viene da piangere!
Ce ne andiamo.
L’ultima carta da giocare l’ostello famoso, quella cosa che sembrava un ostello ma di cui non ho letto l’insegna…un vago backpackers nella mia mente…non son convinta sia un ostello ma ci incamminiamo..
Arriviamo là, scopriamo tra l’altro che è vicina alla police sarebbe stata l’ultissima carta da giocare per non rischiare il congelamento!
Proprio nel momento in cui arriviamo davanti esce un tipo a fumare…e via dentro…noi, come dei topi in cerca di una tana..woooooooooooooo!!!!!!!!!!!!
Pensavamo fosse “il tipo dell’ostello”, già pronti a dare spiegazioni e un po’ titubanti entriamo!in realtà era un semplice backpackers, proprio come noi..lo salutiamo!
Entriamo…che bel calduccio!!deserto, nessuno, nessuno alla reception, arriviamo nella saletta piena di divanetti tutti colorati, un luogo tranquillo e pulito…un sogno!oddio stiamo sognando???
Un camino acceso tra i divanetti…o d d i o 
Non ci potevo credere
Vicino al camino vediamo una ragazza, sembra cinese, pensiamo di dover dare spiegazioni anche a lei ma, per fortuna, non alza neanche lo sguardo, era una di noi!
Alla reception ancora nessuno…il piano era: spacciarci per fidanzati, io facevo finta di stare male!non è servito….bellaaa!!non c’era nessuno!perfetto!
Ci sdraiamo, cerchiamo di scaldarci un po’, ma il freddo è dentro, nelle ossa….bbbrrrr…..
Penso ai 2 pazzi nell’ascensore, mi sento quasi in colpa per aver trovato quel posto caldo ed accogliente…
La ragazza orientale scrive, vicino al camino gustando dei (all’apparenza) buonissimi biscotti al cioccolato…mmmm….languorino!
Abbiamo fame, 2 soli paninini nell’arco della giornata, una giornata di 9 ore di cammino circa!!
non osiamo chiedere i biscotti, ci bastava aver trovato quel posto, con quel camino, con un tetto sopra la testa e un divano sotto al culo….sembrava quasi uno scherzo!
Fuori il vento era fortissimo, ero preoccupata per carlo e vale, continuavo a ripeterlo a ste…lui mi diceva: “se la caveranno vedrai!”
Ad un certo punto spuntano due ragazze…stessa scena paura di dover dare spiegazioni e paura di essere ricacciati in strada col freddo che faceva fuori!!!
Mi avvicino…. “sorry…” blatero qualcosa…non mi esce nulla…. “ste vieni qui…”
E una delle due -“parlate italiano??”
“SISI!!!”
-“Dimmi” non ci potevo credere!!italiana…incomincio a blaterare in italiano, parlando veloce…
lei mi blocca..-“son belga..i miei genitori son italiani capisco e parlo un pò!”
ok.
Ricomincio da capo, cercando di parlare piano e cercando di usare parole facili…
Ma dalla felicità, dalla stanchezza e dalla fame facevo fatica pure a parlare italiano
Ci offrono del cibo, con l’altra ragazza non abbiamo parlato molto…(no italiano)…
-panini al prosciutto ..meglio di cosi!!!!!!!!!!
…raccontiamo l’avventura, ridono divertite!noi meno
continuo a ripetere che ho freddo, finchè la mezzaitaliana mi cede la sua coperta!
GRANDE!
..si parla un po’…ste si innamora come al solito…cerchiamo di rifarci per il favore, per il cibo, per il caldo, per il posto…come se loro ci avessero dato da dormire…
spieghiamo del van, del TFN, de conto in banca, del medicare, ci ascoltano interessate!
Forse è tutto finito…
Un pensiero va sempre agli sballi in ascensore…
Convinta che carlo avesse il telefono scarico non lo chiamo…loro fanno lo stesso, credo
Eravamo d’accordo che al massimo ci saremmo incontrati alle 3 e mezza davanti al binario…
Le 2 tipe escono a fumare mi viene in mente che forse erano proprio loro che avevo visto lì fuori a fumare quando siamo passati la prima volta!due angeli!
..tornano..
“buonanotte!”e vanno a letto
anche noi decidiamo di dormire un po’
porto a ste un cuscino che gli fa da minicoperta, io mi copro per bene dopo un cappuccio e una barretta di cioccolato si dorme!
Visto il caldo decidiamo di svegliarci verso le 6 e 20 e prendere il treno delle 7..
Ci addormentiamo un po’ in para’ sentendo il vento là fuori che soffiava come un pazzo!!
Zzzz….
Ore 4 mi suona il cellulare “ALLORA ERA CARICO IL SUO TELEFONO!”
Carlo: “dove siete??noi sul treno!”
Ok, stavano bene, l’importante era questo, che non erano morti di freddo!!
“prendiamo il treno dopo, siamo al caldo!!”rispondo
ok, mi riaddormento
ore 6/6 e qualcosa mi sveglio, ancora nessuno, quel’ostello era deserto!
Sveglio ste
Scarpe, zaino in spalla, direzione stazione!
proprio nel momento in cui ci alziamo dal divano entra una tipa, ecco, la tipa della reception..

“ecco la sfiga…uscivamo 2 secondi prima..”
ci passiamo davanti, solita scena, pensiamo di doverle delle spiegazioni, invece…
“have a good day!”
“THANKSSSS!!”
Meglio così...
In strada, il freddo, ancora freddo!!arriviamo in stazione…pochi minuti di attesa per questo famoso treno, per non rischiare ci mettiamo davanti al binario col vento che  ci soffia contro…arrivaaa!!
È quasi fatta!!
È fatta davvero!!
Siamo quasi alla fine di questa lunga avventura..saliamo!
Stanchi morti, occhi rossi (da sonno), piedi a pezzi
Scriviamo perché una così non si può non raccontare!!
Dopo una mezz’oretta svaccati il treno si riempe. Due signori si siedono di fianco a noi, vedendoci stanchi e un pò scocciati che ci tolgono dello spazio, ci chiedono se va tutto ok….
Raccontiamo anche a loro la nostra avventura (o meglio ste racconta perchè io non ho le forze né di parlare né di capire..)
Ridono come pazzi e ci dicono che qualche giorno fa un ragazzo si è perso per 12 giorni nelle blue mountains…
Ci è andata bene dai!il tutto finisce in una risata..e ci ridanno lo spazio perso…ci risvacchiamo!!
Finalmente a Sydney…ci incamminiamo in ostello dalla stazione centrale pitt street!
arriviamo in ostello e la camera non è pronta…bbbene!!!
Una buona breakfast…
Siamo vivi per fortuna….
Mai vissuto un’avventura così!!!
ALICE

QUI ci sono alcune foto scattate nelle blue mountains

5 commenti:

ValeAustrale ha detto...

ovviamente la foto è quella dell'ascensore dove abbiamo dormito io e Carlenzio!!
Vale

Unknown ha detto...

Ma....
Carlenzio è un soggetto alla Terenzio...?

Grazie dell' aiuto ora provo!

Vedi che Dulca non capisce un cazzo! Mi diceva di tenere premuto C...

Salutti ha detto...

minchia troppo lungo, oggi pomeriggio lo leggerò, è logorroica sta tipa!!!

ValeAustrale ha detto...

Dai... O Palotti...
Ma ti pare il caso!?
Comunque Carlenzio è vagamente Terenziesco ma ora sono già per la loro strada, come vedrete alle blue mountains ci siamo andati il 27 9

Unknown ha detto...

Una bella voglia di scrivere , la ragazza !! Ma se non era per lei, non avrei mai saputo delle tue doti di guida .... e pensare che credevo che tu ti perdessi in un parcheggio !!!!
Comunque gran bella avventura.