Evoluzione

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L'isolamento

"Domani andrò giù al porto e gli dorò che sono pronto per partire…"

Era quello che cercavo ma ora sono più spaventato che soddisfatto!
Già, dopo un mese e mezzo, quando finalmente mi ero ambientato, trovato amici, un lavoro (anche se temporaneo) e una sistemazione (precaria ma comunque sentivo il pulmino proprio come una casa) arriva la notizia!
La fattoria di mango a cui avevo chiesto lavoro settimane fa ora ha bisogno, si parte!

Grande gioia, il mondo dei mango qua è particolare, non è come gli altri frutti (ed è proprio per questo che abbiamo fatto tutti quei chilometri da Sydney).
Ogni mango viene venduto nei supermercati per circa 3 $…orribile!
il succo di mango pure costa una follia.
Per questo i padroni dei frutteti guadagnano veramente tanto in una stagione!

Questo simpatico frutto però non è così simpatico da raccogliere…
quando lo si stacca dall'albero perde un po' di liquido, il suo succo, che è acido e, se viene a contatto con la pelle provoca gravi ustioni. Per questo occorre essere coperti dalla testa ai piedi, e anche abiti robusti, ma non si possono indossare guanti, altrimenti i frutti rimangono segnati!!!
Gli alberi inoltre sono molto grandi e non è così facile arrivare alla loro cima.
La stagione non dura molto perché il tempo che intercorre tra la maturazione del frutto e il periodo delle piogge, quando questo cade e marcisce è breve perciò si lavora 7 giorni su 7 e…tutto il giorno!

Questi sono i motivi per cui i "mango pickers" vengono pagati quasi il doppio di chi raccoglie l'altra frutta…
Fino a qualche anno fa i contadini assumevano molti ragazzi per la raccolta del "frutto magico", e altrettanti per impacchettarlo nei magazzini (più che altro donne).
Oggi sono arrivate le "carry machine". Dei trattorini gialli, a tre ruote, con un braccio mobile sopra al quale sei seduto, e con un grande cassone sotto, che dovrà essere riempito. Grazie a queste macchine la forza lavoro è decimata!
Ora come ora è davvero difficile trovare lavoro come raccoglitore nei mango anche perché, vista la complessità del lavoro e la sostanziosa paga (30$ per ogni cassone più altri 10$ se si fa tutta la stagione, e nel periodo centrale si possono raccogliere 10 cassoni al giorno!) ci sono molti "professionisti locali".
Per questo sono davvero contento e mi ritengo fortunato di essere "uno dei pochi".

Ma passato l'entusiasmo iniziale inizio a prendere in considerazione tutta la faccenda:
- la fattoria è ad una cinquantina di Km da dove vivo adesso, e non posso prendere il pulmino per andare avanti e indietro… gli altri devono andare a lavorare e viverci!
L'unica soluzione è quella di vivere direttamente nella fattoria, in una specie di cascina (chiamare cascina quei 4 pannelli è un eufemismo) e stare isolato dal modo per un mese!
Un mese! il centro più vicino credo sia ad una trentina di km, no cibo, no telefono pubblico, no internet!
Non posso vedere ne sentire nessuno perché dovrò lavorare tutti i giorni tutto il giorno e non posso certo permettermi di saltare una giornata di lavoro, oppure di andarmene prima, altrimenti salta anche il bonus!
Non ci sono mai stato ma credo che la galera sia 10 volte meglio!

"non so cos'è il coraggio, se prendere o mollare tutto, se scegliere la fuga o affrontare questa realtà difficile da interpretare, ma bella da esplorare, provare a immaginare come sarò, quando avrò affrontato il mare, portato questo carico importante a destinazione, dove sarò al riparo dal prossimo monsone"

Ed ecco che la gioia iniziale lascia il posto alla tristezza, che piano piano mi assale.
Lasciare i miei amici, la mia casa, il mio lavoro (tutto temporaneo ovviamente…ma qua è tutto così, è come se vivessi in quel pulmino da quando sono nato!) per andare nel deserto!

Non so, a volte mi sento stupido! Perché trovarmi in questa situazione. Perché non stare semplicemente qua e tirare avanti, come gli altri!
Alla fine ora credo che i soldi non siano più un problema così grosso.
Ma non c'è niente da fare, questa è la mia natura.
Da quando sono arrivato in questo continente mi sento ogni momento di fronte ad un bivio, come ogni uomo nella sua vita poi credo, ma qua…non so, mi sento più solo ed è come se ogni scelta prima o poi mi possa ricadere addosso come una frana. E' difficile da spiegare ma quando provi a pensare, a "cercare di mettere sulla bilancia" tutti gli aspetti della scelta, quelli positivi da una parte e quelli negativi dall'altra, ne saltano sempre fuori di nuovi, e poi ancora, e poi quando ne trovi alcuni non sai dove metterli, questo è buono? forse no…bo?!
Alla fine metto via la mia bilancia e mi affido solo all'istinto, e questa volta, come al solito, mi sento di andare!
Sono fatto così, è più forte di me!

Vorrei poter sbattere le ciglia e ritrovarmi tra un mese…per capire cosa sento, cosa provo, come sono! Ma so che non vale, questa esperienza va vissuta!
Domani vado…

"getterò i bagagli in mare studierò le carte, e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte….E quando passerà il monsone dirò: "levate l'ancora, dritta, avanti tutta, questa è la rotta, questa è la direzione, QUESTA E' LA DECISIONE!"

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Fields Life

-..che ritorno da te…senza tante parole… ma con in mano un raggio di sole..la la la..- …stavo cantando Jovanotti a squarciagola quando mi sono sentito osservato, ho levato lo sguardo, alzando gli occhi poco sopra le infinite file di piante che mi circondavano e una quindicina di pickers (raccoglitori) mi fissavano sghignazzando, non potevo sentirli per via della musica che avevo nelle orecchie, così tolgo un auricolare e chiedo..what? che canzone stai ascoltando, mi fa uno… italian music, rispondo… no! really? ribatte scherzosamente… io sfoggio il mio sorriso e un pò rosso in viso mi chino nuovamente sulle piante.

Rosso…come i chili che sto raccogliendo da mercoledì, loro a volte sono un pò verdi… lunghi e affusolati, con il loro bel rametto a forma di uncino che li tiene abbracciati alla pianta. Una pianta bassa. Terribilmente bassa! Li conosco bene, in questi giorni me ne sono passati per le mani migliaia, quelli verdi sono da lasciare lì dove stanno, i rossi da staccare comunque, quelli belli vanno messi nel bidone, quelli un po mollicci o più rovinati sono da buttare in terra.

Rosso, probabilmente non solo per la situazione, immagino che il sole ruggente, che picchia diretto sul tropico del capricorno, aiuti.
Ebbene si, finalmente ho trovato il lavoro, nella fattoria di John, non so quale sia il suo vero nome, ma so che è italiano, molti ragazzi se ne sono andati perché la stagione sta per finire e quindi aveva bisogno di qualcuno che raccogliesse le ultime melanzane e chili rimasti.
Per noi è ok, ma abbiamo paura che, continuando a lavorare lì, ci perdiamo l'inizio (e quindi tutta la stagione) dei mango…ma sono saltato troppo avanti, un passo indietro.

Eravamo rimasti alla mia partenza da Sydney!
Il viaggio è stato lungo quanto incredibile… per circa 2000 km abbiamo imparato a conoscerci, qualche volta litigando anche, ci siamo fermati in posti incredibili e abbiamo continuato a vivere senza soldi, infiltrandoci abusivamente nei campeggi e cucinando il nostro mezzo chilo di pasta ( 59 cent$ in 4).
Siamo sopravvissuti, siamo arrivati ad Ayr e…ovviamente, il lavoro non c'era! Tutti i frutti e gli ortaggi stavano finendo e i mango partivano dopo due settimane! Perfetto.
Abbiamo trovato un posto gratuito dove vivere, a Home Hill (che è diventata poi la nostra casa) una "comfort stop" sosta per auto e pulmini gratuita con tanto di bagni con doccia e barbecue dove poter cuocere.
Mentre continuavamo a cercare qualche contadino che ci prendesse ci eravamo sistemati li alla benemeglio, dormendo la notte in 4 nel pulmino e sfruttando di giorno i servizi della sosta e l'ombra di qualche albero!

E finalmente, mercoledì, tanto per scrupolo, siamo andati, insieme ad un ragazzo che lavora lì, in una farm, alle 7 meno dieci di mattina, come tutti gli altri lavoratori.
Sapevamo che non potevamo lavorare perchè due giorni prima il padrone ci aveva detto: lasciate i numeri, se ho bisogno vi chiamo! e non ci aveva chiamato.
Ma quella mattina, non so come, non so perchè, ci ha guardato negli occhi, ha pensato un attimo e…ok, ho bisogno di voi per raccogliere i chili! COSA?! non avevamo neanche il pranzo dietro!

Wow, il lavoro è arrivato come una pioggia improvvisa…una pioggia di chili!
Alle 7 am siamo carponi nel campo, con il sole che, già cattivo, ci divora la nuca, a mezzogiorno torniamo al magazzino, un'ora per mangiare e…di nuovo sotto fino alle 5 pm!
9 ore di macinaschiena sotto l'occhio vigile del "supervisor" che controlla che tu non rallenti tropo il ritmo!
Le tue mani devono frugare veloci dentro i filari, e non puoi preoccuparti degli spini che questi celano, o degli insetti, che di tanto in tanto ti beccano, a volte le ranocchie ti spaventano, se fossero serpenti? ma conviene pensare ad altro.

I chili nelle piante partono da terra e arrivano fino ad altezza vita. Devi stare sempre piegato!! A volte, quando la schiena brucia dal dolore te ne infischi delle spine e appoggi le ginocchia a terra! provi a distenderla un pò ma non c'è niente da fare, sembra in fiamme! Io ho sempre avuto qualche problema alla schiena, forse la sensazione che si possa schiantare da un momento all'altro è legata anche a questo!
I hurt my back… ripeto a volte. Impossibile con i chili mi rispondono, non hai provato le melanzane! e così tutti sono impauriti dal frutto viola! Arriverò anche lì

E come se la schiena in fiamme, gli animali, gli spini e tutto il resto non bastassero… palla di fuoco vuole dire la sua!
litri di crema solare protezione 30 sotto la maglietta forse sono sufficienti a non lasciarti carbonizzare, ma le bastonate che ti dà nella testa quel vigliacco…fino a 2 settimane fa era il più ricercato! a Sydney, quando faceva capolino sentivi un sospiro di sollievo ovunque ti trovassi. Ora non ci molla più! Se passa una nuvola per miracolo nessuno si azzarda ad alzare lo sguardo per vedere quanto è grande, tanto si sà che è minuscola!
Tutto questo per 6 giorni su 7 , praticamente ti rimane il tempo di riposarti!

E' un lavoro duro, lo so! qua dicono: it's crazy!, è pazzesco!
Ma sono davvero contento di questo! era proprio quello che cercavo, ne avevo bisogno, non so perché ma so che ne avevo bisogno, e poi, in ogni caso so che lo devo fare solo per poco tempo, ma credo che basterà!
Non capisco ma quando mi alzo per un attimo e vedo i campi di melanzane, con tutte quelle persone, chine lì sopra, con i larghi cappelli di paglia, che le raccolgono, sembra di essere i quei film orientali quando fanno vedere le risaie, e poi rivedo le immagini delle raccoglitrici di tè con i grandi panieri nella schiena quando fisso i miei compagni sfilare tra le piante di chili con i loro bei bidoni!
Non so davvero perchè ma mi si riempie il cuore di gioia, e poi mi rimetto giù, non bado al mal di schiena e curo ogni peperoncino come se fossi al mercato e lo dovessi comprare. Cerco di fare del mio meglio.

E penso ai miei parenti, quelli più lontani, che non ho mai conosciuto, magari facevano la stessa cosa… la campagna.
E poi penso a casa, alla fortuna che ho ad avere tutti i miei affetti, chiusi lì…in un cofanetto, che pare tanto piccolo di qua, ma nel quale potrei vivere per sempre!

E allora canto, a squarciagola, e mi faccio beccare!