(per chi vuole seguire il blog partite a leggere 4 post sotto da quello dal titolo " APOLOGIZE " e venite in su)
Sono in una casetta…stile nordica,seduto su di un comodo divano color ruggine, al calduccio.
I vetri della porta e della finestra, pure appannati, fanno entrare l’ultima luce, di una giornata che non vuole finire.
Fuori piove…come sempre e l’atmosfera grigia e scura mette ancora più in risalto gli spiccati colori dei fiori, che, abbondanti, contornano filari di meli.
Le vacche ruminano in lontananza, vicino ai boschi e le capre trotterellano nel giardinetto di fronte alla stalla…
Non sto vaneggiando, e non ho nemmeno tirato fuori una pagina di un mio vecchio diario alpino….sono ancora in Australia, in Tasmania per l’esattezza!
Non mi sarei mai aspettato di trovarmi di fronte a questo scenario. E’ molto più simile al nord della nostra Italia che a qualsiasi idea o immagine che uno possa avere dell’Australia.
Appena sbarcato dal traghetto, a Devonport, pur riconoscendo la bellezza di quel paesino, di mare e di collina insieme, sono stato assalito dai”fantasmi del passato” e dalla tristezza che aleggia in quest’isola. Ma la accetto volentieri. Dopo aver vissuto un’estate così lunga, piena e movimentata, mi prendo volentieri questa specie di inverno, con i pensieri e la tristezza che lo accompagnano…
Riuniti tutti insieme è partita la solita ricerca del lavoro, con la sola differenza che questa volta siamo in 5! e non è facile dormire in 5 in una macchina, considerando anche tutti gli zaini.
Abbiamo passato qualche notte sistemandoci come potevamo, sotto un capannone o in una tenda scassata, anche se la pioggia non ci dava tregua!
Pioggia e grigio sempre. Bagnato ovunque.
Abbiamo campeggiato con una signora che vive nella sua macchina, nell’intento di ripulire un pezzo di terra dalle piante “europee” per dare spazio all’ecosistema locale. Senza doccia ne gabinetto (faceva TUTTI i suoi bisogni in un secchio, non so poi dove li buttasse, sempre per “l’ecosistema ) abbiamo pescato e mangiato ostriche sulla riva del fiume al tramonto.
Tutto solo per poco perché il secondo giorno a Cygnet (un paesino a sud est di Hobart), la signora della farm di ciliegie, Wendy, ci ha detto: - aspettate 10 minuti, potreste essere fortunati-…neanche ci credevamo! il secondo giorno!
-Ho proprio 5 posti, tre a raccogliere e 2 a fare le scatole!- Che culo!
A me non interessava tanto il lavoro, anzi, ne avevo anche un po’ le scatole piene di raccogliere frutta, perciò ho lasciato le 3 “cartelle verdi” (con le quali si identificano i “pickers”) agli altri e io e Flo ci siamo tenuti quelle grigie da lavoro in magazzino…
…Bè sta di fatto che alle 4 e 30 pm, quando ci siamo ritrovati, noi avevamo passato le nostre 8 ore sotto al tetto del magazzino a piegare scatole e a fare paragoni, gli altri, delusissimi, avevano raccolto solo 11 cestini di ciliegie (il che equivale a circa 40 $ ), sotto la fitta e continua pioggia tassy!!
Infine abbiamo alloggiato nella proprietà di un signore estremamente gentile, dormiamo nelle tende e nel pulmino di notte e, durante il giorno, possiamo usufruire di una sorta di casetta, con salotto, cucina e bagno (e prese di corrente!), per soli 50 $ alla settimana.
Domani abbiamo il primo “day off” ed andremo alla ricerca del mitico platypus…”l’ornitorinco”, speriamo di vederlo.
E così parte una nuova esperienza, in paesaggio ed un clima completamente diverso, che mai avrei messo in conto di vivere.
Ma in fondo qua è così, sai cosa fai oggi ma non puoi pianificare il domani. Ti lasci semplicemente trasportare dalla volontà del momento, da quello che ti dice la testa e l’ambiente in torno a te. Ora sono felice di essere qui! Tas mania!
Evoluzione
TAS MANIA
Pubblicato da ValeAustrale alle 20:03
Sydney, il ritorno a casa e la ripartenza.
Messo il primo piede dentro il Dury House, l’ostello coreano a Kings Cross, dove ero già stato ad ottobre, mi sono proprio sentito a casa, ho tirato un bel sospiro di sollievo quando ho sentito l’odore dei cibi orientali dei quali è ormai impregnata la cucina. Non ho fatto in tempo a finire le scale per arrivare alla reception che…sorpresa!!! un bel po della gente che avevo conosciuto prima di partire era ancora li o era tornata per il capo d’anno e, avvertita dagli altri, mi stavano aspettando.
E’ stato bellissimo, ho abbracciato tutti, di qualche coreano non ricordavo il nome o invertivo i volti ma è stato bello lo stesso… ti sono cresciuti i capelli, la barba, ti sei abbronzato, come stai cosa hai fatto..ecc..ecc…
Neanche a dirlo ho passato una settimana splendida, quando potevo andavo a surfare la mattina anche presto, la notte si beveva tutti insieme nel tetto dell’ostello, partite a pallone e poi ore passate a oziare in ostello, a guardare la televisione e a conoscere persone…storie….
Ma è ora di svegliarsi anche da questo sogno, sono passati 6 giorni e il pulmino riparte…per dove? non si sà…qualche posto dove si possa lavorare, questa volta siamo uno in più, Tam, l’amico francese (di origini vietnamite) di Jeremy che era rimasto a Sydney cercando lavoro in città ha finito i soldi e ora è tempo anche per lui di partire per la campagna!
Tutti ci chiedono dove andate? Non lo so!
Il giorno prima di partire ci mettiamo a tavolino…e dopo ore di discussioni troviamo la meta….la periferia della periferia della periferia come dice un mio caro amico in Italia: TASMANIA…
E’ l’isola a sud dell’Australia, sperduta e isolata dal mondo. E’ freddo anche adesso che qua è estate.
La guida lonely planet inizia così parlando della Tasmania : “Don’t be surprised if you find yourself crossed with a mournful spirit or an inexplicable sense of sadness. The ghost of the past are real… “ , “non essere sorpreso di trovarti attraversato da uno spirito di afflizione o da un inesplicabile senso di tristezza. I fantasmi del passato sono veri…”.
Non tutti erano contenti della scelta ma ormai questo è! Prenotiamo i biglietti del traghetto da Melbourne per il pulmino e altre 2 persone che lo porteranno sull’isola di Taz. Gli altri 3 vanno in aereo, sempre da Melbourne perché è più conveniente, alla fine viene un centinaio di dollari a testa…
Il traghetto parte alle 9 am di giovedì 14 gennaio.
Oggi è martedì 12, abbiamo un paio di giorni per arrivare a Melbourne da Sydney (12 ore in pulmino), inizia l’avventura…
Io e Gordon andiamo a prendere il mezzo parcheggiato a qualche chilometro dall’ostello saliamo su, accendiamo…non parte!! Orca boia…non ci aveva mai dato dei problemi quel coso vuoi che proprio oggi…va bè sarà la batteria, proviamo a spingere…niente arriviamo fino in casa di uno, niente!! Proviamo i cavi..nulla….ma porca porca…chiamiamo gli altri..nulla.
Siamo disperati, in meno di 2 giorni dobbiamo essere a Melbourne! chiamiamo un ragazzo meccanico tedesco…arriva alle 8 di sera, ci cambia la batteria…non è solo quella. Parla di alternatore, circuito di avviamento…per me è arabo!
Non ci resta che tornare in ostello, dormire lì di nascosto.
La mattina dopo alle 6, prima che Charlie,il padrone, arrivi siamo già in strada alla ricerca di un meccanico, lo troviamo e gli portiamo la macchina. Gli spieghiamo la nostra urgenza ma sembra non gli interessi molto. Va bè in un modo o nell’altro alle 5 di pomeriggio la macchina è pronta….e noi anche, si parte…abbiamo 15 ore per raggiungere Melbourne!
Appena lasciata Sydney le nuvole nere oscurano il celo…scherziamo sui fantasmi della tasmania…un temporale si abbatte su di noi…continuiamo a scherzare..ahahah… Il pulmino inizia ad avere strane vibrazioni…scherziamo, ma meno…troppe vibrazioni la gente in autostrada inizia a suonarci…un ragazzo si sporge dal finestrino.. - la ruota!!!-.
Dannazione…stavamo viaggiando con il cerhione!!
Ci fermiamo sotto l’acqua, abbiamo la ruota di scorta ma non gli attrezzi per cambiarla, fermiamo qualche macchina…diluvia!
Un indonesiano si ferma, ci aiuta a cambiarla…ufff!
Si riparte, abbiamo le ore contate…dobbiamo viaggiare tutta la notte e non ci possiamo fermare.
Dormo un po’… Flo, che in questo momento sta guidando, mi sveglia, sento che vibra ancora…NO!!!!
Scendiamo, la ruota di scorta era completamente tritata…non possiamo continuare.
Sono le 4 di mattina e siamo a 200 Km da Melbourne…che SFIGAAA!!!
Cerchiamo un meccanico ma nulla da fare…è notte! i fantasmi della Tasmania. Seduti sul pulmino cercando una soluzione ci addormentiamo tutti di fronte ad un officina chiusa…
Ci sveglia il meccanico che la apre…sono le 7 e mezza di mattina! Traghetto perso! forse non dobbiamo andare in Tasmania.
Alla fine siamo riusciti a fare spostare i biglietti del traghetto per il giorno dopo, il meccanico ci ha sistemato la ruota, Jeremy, Tam e Gordon hanno preso l’aereo e io e Flo siamo ora sul traghetto col pulmino in direzione Devonport, tra poche ore arriveremo e inizierà la nuova avventura tassie….
Ero partito con l’idea di lavorare qualche settimana e nel tempo libero surfare anche…a questo punto mi accontenterei di tornare intero da questa terra!!!
W LA TASMANIA
Pubblicato da ValeAustrale alle 20:02
Natale…Vittoria!!
Ok mi ero promesso di non parlare di queste, questo è un diario di viaggio ma, in fondo, questa è una parte del mio viaggio.
Va bè…. il 24 dicembre, la sera di Natale sono con gli altri ragazzi a cenare tutti insieme, come in famiglia, in un barbecue sulla spiaggia, per l’occasione non abbiamo badato a spese, il menu comprendeva: crocchette di pollo, bistecca con qualche patata fritta e perfino una specie di torta al cioccolato per dessert, e aranciata da bere!!
Giusto il tempo di passare mezzanotte insieme, ci siamo scambiati gli auguri e poi mi sono fatto portare all’aeroporto di Brisbane.
Qui ho aspettato la Tota con i suoi genitori e una volta congiunti è partita la vacanza.
E’ stato un vero e proprio cambiamento, dall’oggi al domani, sempre io, sempre nello stesso posto, con la stessa valigia ecc.., da viaggiatore che ero sono diventato turista.
Confesso che per i primi giorni è stata dura ma poi mi ci sono abituato, anche troppo, alla fine ho visto cose come i koala o Ayers Rock che sono simbolo dell’Australia ma che altrimenti non avrei mai visto.
I primi giorni li abbiamo passati li, nella Gold Coast approfittando del clima e del mare Australiano poi siamo partiti per Ayers Rock, il famoso sassone situato proprio nel bel mezzo dell’isola australe! e l’abbiamo visto…e quanto l’abbiamo visto, il pomeriggio, al tramonto all’alba, ogni momento era buono per scaricare centinaia di turisti, armati di macchine fotografiche, pronti ad immortalare la roccia sacra per gli aborigeni, a qualsiasi ora del giorno!
Sembrava di essere nel centro di Roma più che nel mezzo del deserto rosso australiano.
Ma non appena ti allontanavi un po dal fiume di gente e ti guardavi intorno ti rendevi conto che quel paesaggio che ti circondava era più che suggestivo, sentivi qualcosa di magico nell’aria, qualcosa che ricorda proprio le antiche leggende aborigene…
Visitato profondamente anche il Kings Canyon, Kata Tjuta e qualche pub nel mezzo del nulla ci siamo diretti ad Adelaide, una graziosa città, famosa per le sue vigne e i tanti piccoli locali lungo le strade del centro, nel Sud Australia.
Da qui una giornata l’abbiamo spesa per andare a Kangaroo Island, forse il più bel momento nella natura australiana, l’isola con uno scenario spettacolare ci ha mostrato tantissimi dei suoi abitanti, tra cui leoni marini, koala, wallabies, canguri, pellicani e persino pinguini, tutti nel loro stato selvaggio! Un’esperienza davvero incredibile.
E infine Sydney, la mia “casa australiana”, non so perchè ma sentivo proprio il bisogno di ritornarci, non credo ci sia un’altra città così viva e vivibile, verde e moderna, in tutto il mondo!
Il 6 gennaio loro sono tornati in Italia e io sono uscito di nuovo da solo dall’aeroporto di Sydney di nuovo con il mio zainone sulle spalle con la malinconia di 3 mesi fa ma questa volta con la consapevolezza di ciò che mi aspetta e con degli amici che mi aspettano!
Pubblicato da ValeAustrale alle 20:01
Holydays, il Surf
Il 12 dicembre la stagione dei mango è finita in Giru, una piccola località nei pressi di Ayr, North Queensland, chiamato anche “tropical queensland”.
Dopo qualche giorno di meritato riposo mi sono riunito ai miei amici, due di loro (i francesi Jeremy e Flo) erano rimasti a raccogliere chili nella prima farm, e poi anche loro nei mango, Gordon ha tentato la strada non molto fortunata del “working hostel” ovvero un ostello che ha collegamenti con le farm e quando queste hanno bisogno ti mandano là, ha lavorato solo qualche settimana nel magazzino di impacchettamento.
Insieme di nuovo col pulmino abbiamo deciso di continuare a nord, in direzione Cairns prima di tornare in giù a Brisbane dove mi sarei incontrato (dopo 3 mesi) con la Vittoria, per le vacanze di Natale.
Sono stati bei giorni, spensierati, con un po di soldi in tasca e tanta soddisfazione per aver superato tutti quanti la prima esperienza di lavoro…(un pò di soldi voleva dire che potevamo permetterci ogni tanto qualche fast food)
A Cairns abbiamo passato qualche giorno, fatto immersioni e snorkeling nei pressi della grande barriera corallina, un pò di vacanza insomma. Un bel posto turistico ma, in fin dei conti, nulla di così eccitante!
Nel viaggio di ritorno abbiamo fatto tappa in tutti i posti che abbiamo conosciuto: woodstock, giru, la comfort stop di home hill, Mackai, Rockhampton…fino ad arrivare nella Sunshine Coast la spiaggia sopra a Brisbane….Mooloolaba per l’esattezza.
Questo posto ha un significato particolare per me in quanto è qui che ho conosciuto una cosa che da dipendenza: il Surf!
E’ stato quello che si dice un colpo di fulmine: avevamo pianificato di stare qualche giorno qui sulla spiaggia e, nell’ostello dove siamo andati, noleggiavano gratuitamente le tavole da surf, alle 10 am ne abbiamo presa una a testa e ci siamo precipitati in spiaggia…fino alle 5 pm non sono uscito dall’acqua. La pelle delle mani e dei piedi era ingrinzita, le spalle e la schiena completamente cotte, tutta la pancia scorticata dalla tavola e anche fra le cosce ero irritato dai boxer, ma dopo 7 ore ero ancora lì, in slip, a provare a mettermi in piedi su quel mini mal!!
Mi hanno detto che non si era mai visto un surfista in slip ma non mi interessava!
Non so cosa mi fosse successo, probabilmente la giornata era buona, non c’era vento e le onde arrivavano, non tanto alte ma regolari… non riuscivo a smettere, ovviamente non ero capace ma adoravo anche solo starmene li, seduto sulla tavola a fissare la linea dell’orizzonte, aspettando che arrivi un onda.
E quando vedi che quella linea si avvicina, si alza, si increspa…quando vedi così puoi anche avere uno squalo attaccato ad un piede ma ti devi stendere sulla tavola e iniziare a nuotare…un ultimo sguardo indietro per prenderci bene il tempo e…via, nuota più forte che puoi fino a che non senti che l’onda da dietro ti raggiunge, si rompe e gradualmente ti spinge la tavola…Lentamente e con le braccia tremolanti provi ad alzarti in piedi…la gioia ti pervade ovunque, ma tu non te ne accorgi perché a quel punto sei già caduto!
Ovviamente mi sarebbe piaciuto continuare il racconto e parlare di take off, tunnel ecc…ecc… ma purtroppo non ho mai provato la sensazione. Già, sono ancora alle prime armi ma riesco a divertirmi comunque!!
Quando continuavamo a scendere abbiamo visitato altre spiagge dove puntualmente noleggiavo una tavola…fino a Surfers Paaradise, nella Gold Coast dove, la vigilia di Natale ho deciso di farmi un regalo e mi sono comprato la mia tavola…una fish di seconda mano.
Sono stato maledetto da tutti gli altri perchè ovviamente la tengo nel pulmino ma, ogni volta che troviamo una spiaggia con delle onde non perdo l’occasione di farmi una surfata…
Per ora nessun miglioramento ma chissà…col tempo...
Pubblicato da ValeAustrale alle 19:59
Apologize
Questo articolo lo “uso” per scusarmi con i lettori del blog, che, al di la dei commenti rilasciati sono davvero tanti!!! Ho usato un piccolo tool per monitorare quanta gente apriva la pagina di questo indirizzo e il risultato è stato nettamente superiore alle aspettative, se riesco lo pubblico! Quindi..COMMENTATE! lo so che ci siete!
Dunque…eravamo rimasti alla farm, dei mango! mamma mia, sono successe talmente tante cose che, anche riassumendole, mi ci vorrebbero pagine e pagine multimediali!
Comunque… l’esperienza della raccolta dei mango, come da aspettative è stata un ottima fucina…(una volta finita lo posso dire).
E’ stata, invece, nettamente oltre le aspettative, per quanto riguarda la fatica e i ritmi di lavoro, nonché le condizioni di vita!
La giornata media era questa…
Mi sveglio alle 5 am, sulla moquette lurida e brulicante di ogni tipo di animali della farm vietnamita, bevo un pò di latte a lunga conservazione della scorta fatta in città e mentre cerco di indossare l’unica camicia a maniche lunghe (acquistata per l’occasione a 4 $ in un negozio di seconda mano) sento il rumore del pick-up del meccanico che mi passava a prendere!
Good morning, salto sul cassone. L’aria del mattino è fredda, ma non abbastanza da non farmi pensare a quello che mi aspetta dopo..fisso le distese infinite di alberi di mango che mi passano davanti (sono simili ai nostri peschi per intenderci ma un po più grandi..) e non penso a niente.
Alle 5 e 30 sono solo, in mezzo al frutteto, solo io..e la mia macchina! l’indimenticabile n° 3…ci fissiamo qualche istante con aria di sfida, tiro un sospiro e gli apro il ventre per metterla in moto! Il rumore di quel motore mi faceva quasi venire il vomito…
Salto sul mostro giallo e si comincia!
Dipende dai giorni, dai tipi di alberi e dai filari, ma normalmente si riempie un cassone ogni 2 orette.
Lo lascio per terra, a volte ne approfitto per mangiare un mango, ne carico un altro e si riparte.
Due volte al giorno, una la mattina e una al pomeriggio il tipo dell’acqua passa e ti ricarica il serbatoio.
A mezzogiorno passa quello della nafta e alcuni giorni passa anche il padrone a vedere come procede..queste le uniche persone che vedo!
In media raccolgo 5-6 cassoni al giorno, a volte 7 a volte 4. Mediamente solo un giorno su tre faccio la “pausa” pranzo (10 min sotto un albero quando mi preparo un panino).
A volte avevo paura di diventare matto (forse un po lo sono diventato) a stare così tante ore da solo, sotto il sole. Ho pensato a tutto quello che si poteva pensare…mi facevo dei viaggi mentali di ore ed ore!!!
Alle 5 e 30 pm, dopo dodici ore inizia ad imbrunire…tengo duro fino alle 6 - 6 e 30 per finire l’ultimo cassone poi non si vedono più i mango!
Alzo il braccio della mia macchina al massimo, fino ad elevarmi sopra gli alberi, mi godo la fine del tramonto soddisfatto come non mai, sicuramente il momento più bello della giornata!
A passo stanco (quando sono fortunato becco un trattore) percorro centinaia di metri con il mio termos di acqua in una mano e il cappello da crocodile dundee nell’altra, fino ad arrivare alla farm. Lì il padrone ci offre una birra che bevo con gli altri pickers e i ragazzi che lavorano nel magazzino a impacchettare..e partono i discorsi…quanti cassoni oggi, sei stato lento, raccogli troppi frutti piccoli mi si inceppa la macchina…stai zitto te che la devo accomodare sempre io…ma cosa dici che sei sempre in pausa…una risata e si ritorna a casa!
Sono le 8 di sera…già troppo tardi per me, saluto a gesti i vietnamiti che vivono con me, loro sono ancora ad impacchettare i chili che raccolgono durante il giorno.
Cercando di non addormentarmi in piedi aspetto che l’acqua bolla per mangiare 2 pacchi di noodles (tipo spaghetti coreani ma molto piu veloci da cucinare…costano 1 dollaro una scatola con 5 pacchi!!!). Non ho molta fame perchè voglio dormire e dopo settimane mi sono anche stancato di noodles, inoltre la cucina piena di topi non mi incentiva... ma devo mangiare qualcosa, i mango della giornata non bastano.
Alle 9 per me la giornata è finita, sono già li che provo ad addormentarmi in un bagno di sudore sulla stessa moquette lurida.
Così ho passato il mio mesetto di lavoro nei mango…Niente di così entusiasmante ma credo proprio che mi abbia forgiato dentro…inoltre alla fine ogni giorno succedeva qualcosa, qualche strano animale magari e con Franco, il mio padrone era impossibile annoiarsi…un pazzo scatenato…ma come posso raccontare tutto?!!
Per informazione devo dire che questa non credo sia la vita tipica dei backpackers…di quelli cioè che come me vengono a viaggiare qua…io sono andato un po’ oltre stavolta!
credo che queste foto vi aiuteranno a capire la situazione.
Giru e i mango mi rimarrano nel cuore.
Pubblicato da ValeAustrale alle 19:57