Il 12 dicembre la stagione dei mango è finita in Giru, una piccola località nei pressi di Ayr, North Queensland, chiamato anche “tropical queensland”.
Dopo qualche giorno di meritato riposo mi sono riunito ai miei amici, due di loro (i francesi Jeremy e Flo) erano rimasti a raccogliere chili nella prima farm, e poi anche loro nei mango, Gordon ha tentato la strada non molto fortunata del “working hostel” ovvero un ostello che ha collegamenti con le farm e quando queste hanno bisogno ti mandano là, ha lavorato solo qualche settimana nel magazzino di impacchettamento.
Insieme di nuovo col pulmino abbiamo deciso di continuare a nord, in direzione Cairns prima di tornare in giù a Brisbane dove mi sarei incontrato (dopo 3 mesi) con la Vittoria, per le vacanze di Natale.
Sono stati bei giorni, spensierati, con un po di soldi in tasca e tanta soddisfazione per aver superato tutti quanti la prima esperienza di lavoro…(un pò di soldi voleva dire che potevamo permetterci ogni tanto qualche fast food)
A Cairns abbiamo passato qualche giorno, fatto immersioni e snorkeling nei pressi della grande barriera corallina, un pò di vacanza insomma. Un bel posto turistico ma, in fin dei conti, nulla di così eccitante!
Nel viaggio di ritorno abbiamo fatto tappa in tutti i posti che abbiamo conosciuto: woodstock, giru, la comfort stop di home hill, Mackai, Rockhampton…fino ad arrivare nella Sunshine Coast la spiaggia sopra a Brisbane….Mooloolaba per l’esattezza.
Questo posto ha un significato particolare per me in quanto è qui che ho conosciuto una cosa che da dipendenza: il Surf!
E’ stato quello che si dice un colpo di fulmine: avevamo pianificato di stare qualche giorno qui sulla spiaggia e, nell’ostello dove siamo andati, noleggiavano gratuitamente le tavole da surf, alle 10 am ne abbiamo presa una a testa e ci siamo precipitati in spiaggia…fino alle 5 pm non sono uscito dall’acqua. La pelle delle mani e dei piedi era ingrinzita, le spalle e la schiena completamente cotte, tutta la pancia scorticata dalla tavola e anche fra le cosce ero irritato dai boxer, ma dopo 7 ore ero ancora lì, in slip, a provare a mettermi in piedi su quel mini mal!!
Mi hanno detto che non si era mai visto un surfista in slip ma non mi interessava!
Non so cosa mi fosse successo, probabilmente la giornata era buona, non c’era vento e le onde arrivavano, non tanto alte ma regolari… non riuscivo a smettere, ovviamente non ero capace ma adoravo anche solo starmene li, seduto sulla tavola a fissare la linea dell’orizzonte, aspettando che arrivi un onda.
E quando vedi che quella linea si avvicina, si alza, si increspa…quando vedi così puoi anche avere uno squalo attaccato ad un piede ma ti devi stendere sulla tavola e iniziare a nuotare…un ultimo sguardo indietro per prenderci bene il tempo e…via, nuota più forte che puoi fino a che non senti che l’onda da dietro ti raggiunge, si rompe e gradualmente ti spinge la tavola…Lentamente e con le braccia tremolanti provi ad alzarti in piedi…la gioia ti pervade ovunque, ma tu non te ne accorgi perché a quel punto sei già caduto!
Ovviamente mi sarebbe piaciuto continuare il racconto e parlare di take off, tunnel ecc…ecc… ma purtroppo non ho mai provato la sensazione. Già, sono ancora alle prime armi ma riesco a divertirmi comunque!!
Quando continuavamo a scendere abbiamo visitato altre spiagge dove puntualmente noleggiavo una tavola…fino a Surfers Paaradise, nella Gold Coast dove, la vigilia di Natale ho deciso di farmi un regalo e mi sono comprato la mia tavola…una fish di seconda mano.
Sono stato maledetto da tutti gli altri perchè ovviamente la tengo nel pulmino ma, ogni volta che troviamo una spiaggia con delle onde non perdo l’occasione di farmi una surfata…
Per ora nessun miglioramento ma chissà…col tempo...
Evoluzione
Holydays, il Surf
Pubblicato da ValeAustrale alle 19:59
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1 commenti:
Mi sembra proprio di aver capito che tu non abbia un futuro da surfista ,,,
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