Evoluzione

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L'isolamento

"Domani andrò giù al porto e gli dorò che sono pronto per partire…"

Era quello che cercavo ma ora sono più spaventato che soddisfatto!
Già, dopo un mese e mezzo, quando finalmente mi ero ambientato, trovato amici, un lavoro (anche se temporaneo) e una sistemazione (precaria ma comunque sentivo il pulmino proprio come una casa) arriva la notizia!
La fattoria di mango a cui avevo chiesto lavoro settimane fa ora ha bisogno, si parte!

Grande gioia, il mondo dei mango qua è particolare, non è come gli altri frutti (ed è proprio per questo che abbiamo fatto tutti quei chilometri da Sydney).
Ogni mango viene venduto nei supermercati per circa 3 $…orribile!
il succo di mango pure costa una follia.
Per questo i padroni dei frutteti guadagnano veramente tanto in una stagione!

Questo simpatico frutto però non è così simpatico da raccogliere…
quando lo si stacca dall'albero perde un po' di liquido, il suo succo, che è acido e, se viene a contatto con la pelle provoca gravi ustioni. Per questo occorre essere coperti dalla testa ai piedi, e anche abiti robusti, ma non si possono indossare guanti, altrimenti i frutti rimangono segnati!!!
Gli alberi inoltre sono molto grandi e non è così facile arrivare alla loro cima.
La stagione non dura molto perché il tempo che intercorre tra la maturazione del frutto e il periodo delle piogge, quando questo cade e marcisce è breve perciò si lavora 7 giorni su 7 e…tutto il giorno!

Questi sono i motivi per cui i "mango pickers" vengono pagati quasi il doppio di chi raccoglie l'altra frutta…
Fino a qualche anno fa i contadini assumevano molti ragazzi per la raccolta del "frutto magico", e altrettanti per impacchettarlo nei magazzini (più che altro donne).
Oggi sono arrivate le "carry machine". Dei trattorini gialli, a tre ruote, con un braccio mobile sopra al quale sei seduto, e con un grande cassone sotto, che dovrà essere riempito. Grazie a queste macchine la forza lavoro è decimata!
Ora come ora è davvero difficile trovare lavoro come raccoglitore nei mango anche perché, vista la complessità del lavoro e la sostanziosa paga (30$ per ogni cassone più altri 10$ se si fa tutta la stagione, e nel periodo centrale si possono raccogliere 10 cassoni al giorno!) ci sono molti "professionisti locali".
Per questo sono davvero contento e mi ritengo fortunato di essere "uno dei pochi".

Ma passato l'entusiasmo iniziale inizio a prendere in considerazione tutta la faccenda:
- la fattoria è ad una cinquantina di Km da dove vivo adesso, e non posso prendere il pulmino per andare avanti e indietro… gli altri devono andare a lavorare e viverci!
L'unica soluzione è quella di vivere direttamente nella fattoria, in una specie di cascina (chiamare cascina quei 4 pannelli è un eufemismo) e stare isolato dal modo per un mese!
Un mese! il centro più vicino credo sia ad una trentina di km, no cibo, no telefono pubblico, no internet!
Non posso vedere ne sentire nessuno perché dovrò lavorare tutti i giorni tutto il giorno e non posso certo permettermi di saltare una giornata di lavoro, oppure di andarmene prima, altrimenti salta anche il bonus!
Non ci sono mai stato ma credo che la galera sia 10 volte meglio!

"non so cos'è il coraggio, se prendere o mollare tutto, se scegliere la fuga o affrontare questa realtà difficile da interpretare, ma bella da esplorare, provare a immaginare come sarò, quando avrò affrontato il mare, portato questo carico importante a destinazione, dove sarò al riparo dal prossimo monsone"

Ed ecco che la gioia iniziale lascia il posto alla tristezza, che piano piano mi assale.
Lasciare i miei amici, la mia casa, il mio lavoro (tutto temporaneo ovviamente…ma qua è tutto così, è come se vivessi in quel pulmino da quando sono nato!) per andare nel deserto!

Non so, a volte mi sento stupido! Perché trovarmi in questa situazione. Perché non stare semplicemente qua e tirare avanti, come gli altri!
Alla fine ora credo che i soldi non siano più un problema così grosso.
Ma non c'è niente da fare, questa è la mia natura.
Da quando sono arrivato in questo continente mi sento ogni momento di fronte ad un bivio, come ogni uomo nella sua vita poi credo, ma qua…non so, mi sento più solo ed è come se ogni scelta prima o poi mi possa ricadere addosso come una frana. E' difficile da spiegare ma quando provi a pensare, a "cercare di mettere sulla bilancia" tutti gli aspetti della scelta, quelli positivi da una parte e quelli negativi dall'altra, ne saltano sempre fuori di nuovi, e poi ancora, e poi quando ne trovi alcuni non sai dove metterli, questo è buono? forse no…bo?!
Alla fine metto via la mia bilancia e mi affido solo all'istinto, e questa volta, come al solito, mi sento di andare!
Sono fatto così, è più forte di me!

Vorrei poter sbattere le ciglia e ritrovarmi tra un mese…per capire cosa sento, cosa provo, come sono! Ma so che non vale, questa esperienza va vissuta!
Domani vado…

"getterò i bagagli in mare studierò le carte, e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte….E quando passerà il monsone dirò: "levate l'ancora, dritta, avanti tutta, questa è la rotta, questa è la direzione, QUESTA E' LA DECISIONE!"

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Fields Life

-..che ritorno da te…senza tante parole… ma con in mano un raggio di sole..la la la..- …stavo cantando Jovanotti a squarciagola quando mi sono sentito osservato, ho levato lo sguardo, alzando gli occhi poco sopra le infinite file di piante che mi circondavano e una quindicina di pickers (raccoglitori) mi fissavano sghignazzando, non potevo sentirli per via della musica che avevo nelle orecchie, così tolgo un auricolare e chiedo..what? che canzone stai ascoltando, mi fa uno… italian music, rispondo… no! really? ribatte scherzosamente… io sfoggio il mio sorriso e un pò rosso in viso mi chino nuovamente sulle piante.

Rosso…come i chili che sto raccogliendo da mercoledì, loro a volte sono un pò verdi… lunghi e affusolati, con il loro bel rametto a forma di uncino che li tiene abbracciati alla pianta. Una pianta bassa. Terribilmente bassa! Li conosco bene, in questi giorni me ne sono passati per le mani migliaia, quelli verdi sono da lasciare lì dove stanno, i rossi da staccare comunque, quelli belli vanno messi nel bidone, quelli un po mollicci o più rovinati sono da buttare in terra.

Rosso, probabilmente non solo per la situazione, immagino che il sole ruggente, che picchia diretto sul tropico del capricorno, aiuti.
Ebbene si, finalmente ho trovato il lavoro, nella fattoria di John, non so quale sia il suo vero nome, ma so che è italiano, molti ragazzi se ne sono andati perché la stagione sta per finire e quindi aveva bisogno di qualcuno che raccogliesse le ultime melanzane e chili rimasti.
Per noi è ok, ma abbiamo paura che, continuando a lavorare lì, ci perdiamo l'inizio (e quindi tutta la stagione) dei mango…ma sono saltato troppo avanti, un passo indietro.

Eravamo rimasti alla mia partenza da Sydney!
Il viaggio è stato lungo quanto incredibile… per circa 2000 km abbiamo imparato a conoscerci, qualche volta litigando anche, ci siamo fermati in posti incredibili e abbiamo continuato a vivere senza soldi, infiltrandoci abusivamente nei campeggi e cucinando il nostro mezzo chilo di pasta ( 59 cent$ in 4).
Siamo sopravvissuti, siamo arrivati ad Ayr e…ovviamente, il lavoro non c'era! Tutti i frutti e gli ortaggi stavano finendo e i mango partivano dopo due settimane! Perfetto.
Abbiamo trovato un posto gratuito dove vivere, a Home Hill (che è diventata poi la nostra casa) una "comfort stop" sosta per auto e pulmini gratuita con tanto di bagni con doccia e barbecue dove poter cuocere.
Mentre continuavamo a cercare qualche contadino che ci prendesse ci eravamo sistemati li alla benemeglio, dormendo la notte in 4 nel pulmino e sfruttando di giorno i servizi della sosta e l'ombra di qualche albero!

E finalmente, mercoledì, tanto per scrupolo, siamo andati, insieme ad un ragazzo che lavora lì, in una farm, alle 7 meno dieci di mattina, come tutti gli altri lavoratori.
Sapevamo che non potevamo lavorare perchè due giorni prima il padrone ci aveva detto: lasciate i numeri, se ho bisogno vi chiamo! e non ci aveva chiamato.
Ma quella mattina, non so come, non so perchè, ci ha guardato negli occhi, ha pensato un attimo e…ok, ho bisogno di voi per raccogliere i chili! COSA?! non avevamo neanche il pranzo dietro!

Wow, il lavoro è arrivato come una pioggia improvvisa…una pioggia di chili!
Alle 7 am siamo carponi nel campo, con il sole che, già cattivo, ci divora la nuca, a mezzogiorno torniamo al magazzino, un'ora per mangiare e…di nuovo sotto fino alle 5 pm!
9 ore di macinaschiena sotto l'occhio vigile del "supervisor" che controlla che tu non rallenti tropo il ritmo!
Le tue mani devono frugare veloci dentro i filari, e non puoi preoccuparti degli spini che questi celano, o degli insetti, che di tanto in tanto ti beccano, a volte le ranocchie ti spaventano, se fossero serpenti? ma conviene pensare ad altro.

I chili nelle piante partono da terra e arrivano fino ad altezza vita. Devi stare sempre piegato!! A volte, quando la schiena brucia dal dolore te ne infischi delle spine e appoggi le ginocchia a terra! provi a distenderla un pò ma non c'è niente da fare, sembra in fiamme! Io ho sempre avuto qualche problema alla schiena, forse la sensazione che si possa schiantare da un momento all'altro è legata anche a questo!
I hurt my back… ripeto a volte. Impossibile con i chili mi rispondono, non hai provato le melanzane! e così tutti sono impauriti dal frutto viola! Arriverò anche lì

E come se la schiena in fiamme, gli animali, gli spini e tutto il resto non bastassero… palla di fuoco vuole dire la sua!
litri di crema solare protezione 30 sotto la maglietta forse sono sufficienti a non lasciarti carbonizzare, ma le bastonate che ti dà nella testa quel vigliacco…fino a 2 settimane fa era il più ricercato! a Sydney, quando faceva capolino sentivi un sospiro di sollievo ovunque ti trovassi. Ora non ci molla più! Se passa una nuvola per miracolo nessuno si azzarda ad alzare lo sguardo per vedere quanto è grande, tanto si sà che è minuscola!
Tutto questo per 6 giorni su 7 , praticamente ti rimane il tempo di riposarti!

E' un lavoro duro, lo so! qua dicono: it's crazy!, è pazzesco!
Ma sono davvero contento di questo! era proprio quello che cercavo, ne avevo bisogno, non so perché ma so che ne avevo bisogno, e poi, in ogni caso so che lo devo fare solo per poco tempo, ma credo che basterà!
Non capisco ma quando mi alzo per un attimo e vedo i campi di melanzane, con tutte quelle persone, chine lì sopra, con i larghi cappelli di paglia, che le raccolgono, sembra di essere i quei film orientali quando fanno vedere le risaie, e poi rivedo le immagini delle raccoglitrici di tè con i grandi panieri nella schiena quando fisso i miei compagni sfilare tra le piante di chili con i loro bei bidoni!
Non so davvero perchè ma mi si riempie il cuore di gioia, e poi mi rimetto giù, non bado al mal di schiena e curo ogni peperoncino come se fossi al mercato e lo dovessi comprare. Cerco di fare del mio meglio.

E penso ai miei parenti, quelli più lontani, che non ho mai conosciuto, magari facevano la stessa cosa… la campagna.
E poi penso a casa, alla fortuna che ho ad avere tutti i miei affetti, chiusi lì…in un cofanetto, che pare tanto piccolo di qua, ma nel quale potrei vivere per sempre!

E allora canto, a squarciagola, e mi faccio beccare!

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Si parte...di nuovo

Innanzi tutto scusate per il ritardo, in questi giorni sono stato investito dalla quotidianità di sydney, ho passato questa settimana come un vero e proprio abitante delle città.

Quando non ero a lavorare da Tony oziavo qua e là...nei parchi, al mare e cosi via...
Ho conosciuto gente..tantissima gente, ognuno con la sua storia, alcune incredibili, altre normali, ma quasi tutte mi hanno fatto riflettere...sulla mia di storia.
Ho assistito a tantissime partite di scacchi, soffermandomi per ore a fissare la gente che era li.Sono stato al mare..."all'oceano". Bellissimo, credo sia proprio il mio habitat naturale, onde sole e tavole da surf e...tutti scalzi per strada.
Ho giocato a calcio...wow, mi sentivo un campione in mezzo a tutti quei coreani.
E tante altre cose...

Alcuni si innamorano di questo posto e non lo vorrebbero mai lasciare... Io, pur essendomi divertito un mondo e pur riconoscendo che questa é una città fantastica sento che il mio tempo qua si sta esaurendo. Ho bisogno di riabbracciare zone più selvagge, non sono abituato a vedere troppi grattacieli!!

Cosi, il tempo di trovare una buona compagnia, un piano...e sono di nuovo in partenza...

La compagnia:
IO,

Jeremy:
Francese, nato il 13/10/1984
quello che si preoccupa di tutto quello che gli altri si dimenticano...
grande passione per le ragazze asiatiche; ama ascoltare e comporre musica techno.
Jeremy é il mio compagno di camera, é venuto qua in Australia con un amico..Tam e non avrei mai pensato che si sarebbe diviso per intraprendere un viaggio senza meta.
Invece sorprendendo tutti ha deciso di lasciar perdere la ricerca del lavoro in città a favore dell'avventura.
E siamo in due

Gordon:
E' solo il suo english name...tutti gli asiatici ne hannno uno, il suo vero nome è
Lam Ka Ho,
Hong Kong, nato il 25/5/1985
E' il suo secondo anno qua in Australia, ci si vorrebbe trasferire definitivamente, conosce bene l'inglese, anche se ha uno strano accento, e ha già girato un anno per le fattorie australiane, non ne puo più di lavorare in campagna, e anche lui era qua a Sydney per trovare un lavoro in città...ma alla fine, un po perchè non lo trova, un po perche l'ho sfinito...si è unito alla compagnia..sono contento, perchè é simpatico...grape my balls!!
e tre

Flo:
Francese, nato il
Non so molto di lui, solo, un giorno, mentre ci raccontavamo i nostri piani, mi fa: domani prendo un biglietto aereo per Perth, (dall'altra parte dell'australia) e vado a cercare lavoro, io : perchè non vieni con noi... ok! Da quel momento non abbiamo piu parlato, se non per cose strettamente organizzative...
...ma siamo quattro.


IL PIANO
premessa: ci serve una macchina.
Prezzi: piccola macchina distrutta vecchia di 10 anni: dai 1500 ai 2000 dollari
station wagon " " " " " : dai 2500 ai 4000 dollari
van (pulmino) " " " " " : dai 3800 ai 7000 dollari
Bene, noi abbiamo trovato un van a 1500 dollari: anno 1985, come me.
Un ragazzo di Taiwan é tornato a casa e l'ha lasciato qua, tramite una sua amica, l'abbiamo saputo e ora lo vorremmo comprare.

Problemi: 1) il ragazzo a Taiwan parla a fatica inglese...non sappiamo nulla della macchina
2) la macchina è a Brisbane, 980 Km a nord di Sydney, lungo la east coast.

OK quindi oggi sabato 24 ottobre alle 6 pm prenderemo un bus per Brisbane...15 ore di viaggio, come andare a Praga, e domenica siamo li. Andiamo da un amico del proprietario della macchina ( che è amico di una nostra amica) proviamo a comprare la trappola e poi partenza verso Townsville, altri 1371 Km piu a nord, praticamente facciamo tutta la costa da sud a nord.
Per raggiungere la fattoria di mango...Gordon ha lavorato li lo scorso anno e ci ha quasi assicurato che appena parte la stagione potremo lavorare.
Quindi aspettiamo un po li e poi si parte, mango fino a Natale!!

Sono curioso di sapere quanti imprevisti incontreremo prima della fine!!


Conclusioni:
Non so come saranno le condizioni tecnologiche della farm, in ogni caso cechero di aggiornare tutti...al limite tramite un tweet ( nella colonnina a destra)
FInita l'avventura a Sydney...per ora! forse!

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HI, I'M LOOKING FOR A JOB


Hello, I'm looking for a job
Ciao, sto cercando un lavoro…quante volte l'ho detta questa frase…
E' giovedì 1 ottobre ed ho deciso di dedicare tutta la giornata alla ricerca di un'occupazione momentanea nella grande Sydney, giusto guadagnare qualche dollaro per passare più tranquillamente l'inverno, ma non sembra così facile trovarne una!
La mattinata è passata nei pressi dell'Arbour bridge, nella zona più turistica, vicino all'Opera House per intenderci ma non ha dato buoni frutti…Ho chiesto a molti ristoranti ma nessuno sembrava interessato, solo una pizzeria, ''La Zia Pina'' mi ha detto di lasciare il numero che -forse-, -se avevano bisogno-, mi avrebbero chiamato.
Sconsolato come al solito torno a casa dopo pranzo…non avevo mangiato, ancora! Per il pomeriggio avevo previsto di andare a Bondi Beach, la grandiosa spiaggia del programma tv trasmesso su National Geographyc ''Australian Lifeguard'' (avevo già chiesto come bagnino e ovviamente…no, ma mi sarei accontentato di servire i caffè davanti a quella spiaggia di surfisti), peccato che tra una chiacchiera e l'altra in ostello si erano fatte le 4 e non ne valeva più la pena…
Incitato da un altro ragazzo, un certo Stefano di Reggio Emilia (appena conosciuto) però decido di avviarmi con lui per Northon Street, il quartiere italo-australiano di Sydney (per la verità assomiglia di più ad una squallida periferia italiana negli anni '70 e non è affatto vicino al ''centro'')…pieno di ristoranti italiani.
Si va! appena scesi, dopo mezzoretta di bus ci accorgiamo subito di essere un po più a casa: qua il tricolore pa droneggia, i nomi dei ristoranti sono quasi tutti italiani e, appena proviamo a chiedere informazioni in inglesomagnolo….<< ma siete italà >>… bene bene…si parte: in uno entri tu ed in uno entro io, se qualcuno ha bisogno gli diciamo che c'è anche un amico e vediamo se ci prendono a tutti e due ok? ok! Forza… << Hello, I'm looking or a Job >>, << No ragà siamo appòsto >>, << ok, grazie >>. <>, << No! >><< ok, ok >>.. e avanti così per un bel po'.
Morale a terra. Non si trova lavoro! Sono passate 2 ore e non abbiamo trovato nulla, sono le 6 pm, le tenebre avanzano ma noi non ci scoraggiamo! In un locale italiano (ovviamente) troviamo tre buffi soggetti sulla cinquantina, italiani, senza dubbio meridionali che ovviamente non avevano lavoro per noi ma ci consigliano di allontanarci ancora un po da Sydney per andare ad Haberfield..altro centro italiano nei pressi di Norton Street: << la ci sono altri locali e ce n'è uno dove cercano sempre…''Dolcissimo'' >>, <>.
Prima di andarmene un dubbio mi assale…<< Sorry, ma perché cercano sempre..? >> chiedo, << E' perché là il proprietario,,,Tony è un po'… eee poi lo vedi com'è! >>. Com'è…Va bè tento di riportarmi via Stefano mentre era stato attaccato da uno dei tre…gli stava raccontando che in una delle sue battute di caccia in Australia aveva ucciso il serpente più velenoso del mondo con un fucile….col fucile? << eh se no con chell'ammazzi guèllo!! che cci vuoi annà gon le mani?>> ok ok…andiamo.
E' buio…vaghiamo a piedi come imbecilli in mezzo a case disabitate…è tutto il giorno che cammino…ci raccontiamo le nostre storie, cosa facciamo con gli amici ecc.. alla fine è sempre uguale.che tu viva in città, in campagna o in montagna la gente fa sempre le stesse cose!
Finalmente arriviamo: ''Dolcissima'' entro, chiedo al barista se hanno bisogno di qualcuno…lui ride e dice devi parlà aTony…  ecco arrivare Tony: un tipetto basso e magro, 55 anni, ricorda Mourinho, l'allenatore dell'inter, un po più piccolo e con i capelli più lunghi…sembra ok! << Yes? >> io gli spiego un po la situazione, in italiano ovviamente…lui mi interrompe in italiano ma con gli intercalari in inglese : << ok,ok, ma quanto tempo stay here >>  << s..scusi >>  <<  How long stay in Sydney..vuoi viaggiare..perché io non li prendo quelli che se ne vanno! Se stai…minimo 6 mesi, se no non impari all right?>>  6 mesi??? << 6 mesi magari no però fino a dopo Natele sicuro >> è una bugia..ma che ci devo fare, devo lavorare!! Lui mi guarda si passa due o tre volte le mani nei capelli, si gira e poi si siede su un tavolino con la fronte appoggiata alle braccia…inizio a capire!! Per un minuto ero incerto sul da farsi, mi guardo in giro ma nessuno mi caga…poi si alza di scatto viene da me, mi squadra.. << e stabbarba >> (me l'ero fatta la mattina stessa!!) << non va bene? >>, << no, te la devi fare con..come si dice, con lametta ok? >> << ok! >>, << e ce l'hai tutto black? >>, << tutto nero? >>, << yea, yen, all nero! >>  << no ma posso procurarlo >>, << yea all right, allora ci vediamo domani alle 5, in nero e senza babba all right? >>, << si >> rispondo ormai incredulo, <<  and remember…se te ne vai non ti pago! >>  bene!!! << ok ciao >>.
Sono le 9 pm, riprendo il bus e torno a casa…stanco, incerto ma con un lavoro…


forse!


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“UN PALETTO GIALLO E’ MILLE VOLTE MEGLIO DI UN CANGURO”

 questo post è tratto da una pagina di diario di una mia compagna di avventura, Alice... racconta la mia prima esperienza di contatto con la natura qua in Australia..fuori dalla città le ''Blue Mountains"
vale


27 settembre 2009
“UN PALETTO GIALLO E’ MILLE VOLTE MEGLIO DI UN CANGURO”

Sono su un treno, direzione Sydney, ore 06.50 del mattino…
Non so neanche come iniziare il racconto!
Anzi…tutto ha inizio due giorni fa circa, in ostello conoscenza nuova, VALENTINO (vale!), un ragazzo italiano arrivato da solo col sogno di diventare un bagnino/surfista nelle baie australiane..
Dopo una giornata passata insieme a Bondi beach, Tamarama beach e bronte, decidiamo l’indomani di affrontare le famose “Blue mountains”, catena montuosa a circa 150 km da Sydney  (-credo!)-
Sveglia all’alba, colazione, panini, valigia causa checkout momentaneo, doccia (poi non fatta per ritardo…)
Treno delle 8.20 perso!non avevamo dubbi…
Corsa per riuscire a prendere quello dopo..corsa in stazione…1°SCLERO della giornata perché CARLO è in ritardo!
Ok treno preso!ore 9.20 circa…gran ronfata sul treno, tra ipod e pensieri arriviamo a KATOOMBA, paesino a ridosso della catena montuosa, un freddo tagliente
Cerchiamo di coprirci il più possibile: all star ai piedi per me!
-Canotta+maglietta+maglioncino+felpa mia+felpa di carlo+sciarpa-
un vento che ti divora, potevamo beccare una giornata migliore, si, il cielo è azzurro ma il freddo è tanto e il vento troppo forte!
*Katoomba: città fantasma*
ok, scendiamo dal treno, ci copriamo il più possibile, seguiamo la folla uscendo dalla stazione senza neanche pensare ad un treno di ritorno…* FURBI!
In quattro..nessuno di noi ha pensato di dare un’occhiata ai tabelloni..forse è proprio questo che accomuna un viaggio simile: no orologio, no paure, avventura, divorante curiosità di scoprire..
..prendiamo una mappa della zona giusto per farci un’idea, tutta la folla che seguiamo ovviamente prende il bus che porta all’inizio delle diverse escursioni, noi WALKING..(no soldi per cose futili)
camminiamo lungo Katoomba street, un vento pazzesco*
arriviamo finalmente al punto di partenza che ci regala una visione generale di queste famose bluemountains e soprattutto delle “three sisters” che con odio poi soprannomineremo “le tre puttane”…ops-
..vista spettacolare..blablabla…ore 12.30 (circa credo) iniziamo a camminare
seguiamo il sentiero, posto un po’ deludente, paesaggio tutto molto simile, freddo, natura molto artefatta con corrimano  e pensilina, funicolari…ma insomma…VOTO 5!insomma un po’ delusi, non vedo molta gente per essere domenica, camminiamo per circa 3 orette, animali zero se non un paio si volatili…ma’!niente di che!
Le tre sorelle maestose quasi sempre davanti a noi, noi al sicuro in questa natura modellata dall’uomo, nel sentiero guidato (o mezzoguidato dato che i cartelli non sono molto chiari..)
Ci fermiamo a mangiare i nostri panini preparati con cura la mattina, due chiacchiere di politica, di religione, di fine del mondo…normalità!
Valentino, il ragazzo italiano che si fa conoscere un po’..
Ore 15.30 circa STE propone una gita alternativa, per i più esperti!senza pensilina, senza la mano dell’uomo, solo qualche PALETTO GIALLO per indicare il percorso da fare.
Alla ricerca di qualcosa che potrebbe migliorare questo paesaggio tutto uguale: “Solo la vista di un canguro potrebbe far arrivare alla sufficienza ‘sto posto!” esclama vale…
Ok si parte, il mio cervello diceva che era tardi per iniziare un percorso per montanari esperti ma ste ci teneva e dai…dopotutto erano solo le 15.30-16.00…solo…*
Dopo un paio d’ore di cammino, qualche sosta siga, i paletti gialli spariscono, le three sisters pure, nessun punto di riferimento
Non ci allarmiamo, anzi saliamo ad un mezzocolle\mezzomonte per cercare di goderci il panorama…usciamo dal sentieri… (già secondo me non lo eravamo neanche prima)
Inizio a insospettirmi (..intuito femminile..), ci stavamo cacciando nei guai.
Arriviamo in cima, vento tagliente, i piedi che ormai non sentivo più
I tre esploratori, nonché miei compagni di avventura si arrampicano sulla roccia più alta per vedere meglio, arrivati in cima, urlano: “ALI Sali anche tu!da qui vista fantastica!”
No!zero!”Mi incazzo..è tardi, tra poco scende il sole, non sappiamo neanche dov’è il sentiero!”
La MIA preoccupazione sale, in più io soffro il freddo..chi mi conosce bene lo sa, [citazione Ponchesca ]e qui a dir la verità nessuno mi conosce bene!
Ore 17.30 temperatura credo si aggiri sui 5 gradi. Scendiamo da un dirupo alla ricerca di un sentiero…come cercare un ago in un pagliaio…
Io diffidente, vale lo trova!non so come..ma lo trova!
Seguiamo quel sentiero sperando sia quello giusto e sperando di trovare qualche indicazione.
“siamo lontani dal punto di partenza..non mancherà molto!”
incontriamo un CARTELLO:
time: 6/7 hours – per esperti – take water
6-7 ORE????????
Poco piu di mezz’ora e cala il sole, vale cerca di mantenere la calma, io mi agito, carlo dice di proseguire (spara cazzate), ste propone di tornare indietro (comunque un minimo di tre ore di cammino)..
Ma poi 6-7 ore per arrivare dove??bhooooo…CONFUSI!
Si litiga, un po’ in panico, il sole intanto va giù!
Ok deciso SI TORNA INDIETRO!
Alla ricerca del sentiero coi paletti gialli…risaliamo il dirupo, il vento aumenta il sole sparisce
Camminiamo, camminiamo ore 18.30 circa…buio, in fila con la pila!
Non so perché l’ho portata …al mattino ho avuto come il presentimento che ci sarebbe servita!
Buio, vento, freddo, stanchezza, nervoso, paura: persi sulle montagne australiane, di notte.
Camminiamo, camminiamo
Sembrava un film: “i 4 avventurieri e le 3 sorelle”
Già ci vedevamo, passare la notte tra quelle montagne gelide!
…finchè…”UN PALETTO GIALLO!!!” esclama vale che guidava il gruppo…
gioa nei volti, abbracci..tutto questo credo verso le 20.00..

UN PALETTO GIALLO E’ MILLE VOLTE MEGLIO DI UN CANGURO

Ci sentivamo al sicuro, bastava seguire la strada ormai, ancora lunga è vero (come minimo 2 ore che col buio potevano diventare 3-4 o forse più)
..dai eravamo in 4, cercavamo di farci sostegno..scleri a parte!
Lo zaino e le gambe incominciavano ad essere pesanti, il freddo pungente, i piedi gelati

-pensavamo fosse finito il peggio-*

camminiamo, camminiamo forse sentiamo un canguro, forse son allucinazioni
stanchi
un silenzio quasi surreale attorno a noi zittisce anche noi!
Sogniamo l’ostello, un letto caldo
Ok ritroviamo il percorso guidato, è fatta!dobbiamo solo risalire la montagna e tornare in strada…solo!milioni di gradini, come minimo un’altra ora di cammino, almeno eravamo sicuri di percorrere la strada giusta!
Scale,scale,scale, mi sento svenire!
Raggiungiamo la strada…E’ FATTA!FELICI!
Ora basta ritrovare la Katoomba street e percorrerla, ci porta in stazione!anche il percorso in strada non ci lascia scampo…salita+salita+salita+salita!
Tra di noi il silenzio, quando cammini lo senti meno il freddo..è quando ti fermi che diventi un ghiacciolo!
Katoomba street!ok!via, testa bassa, in silenzio verso la stazione, insultando le tre sorelle e le maledette blue mountains!
…a fatica e con le ultime forze arriviamo in stazione: “five minutes the train for Sydney!”
bella!”la fortuna è dalla nostra parte!” SISI
passano 5-10-15-20 minuti e del treno neanche l’ombra!stando fermi il freddo e il vento ci uccidono!
Mi sentivo male, poi io, col freddo…
Vale va a chiedere all’ultima persona rimasta in quel paese, in quella città fantasma!
“ore 22.54!”
ok, manca un’ora…lo sconforto generale!
60 minuti con quel freddo, continuo a ripetere che non ce la faccio!tutto chiuso, non un bar aperto!nulla..
conosciamo un barbone, ci consiglia di rifugiarci nella LIFT (ascensore) della stazione…ci andiamo per tirare quest’ora che sembra infinita…
“che ore sono?”
“che ore sono?”
“bho…ho il cel scarico…”
“mancano 22 minuti…blablabla”
non passava…non sentivo più ne mani ne piedi!
….finchè….vale e ste chiudono gli occhi, io guardandoli con invidia pensando che addormentami avrei sentito meno freddo…crollo!!!
SEMBRA restare sveglio carlo, sembra perché non si siede!resta in piedi con la faccia incollata al vetro dell’ascensore…
“SEMBRA SVEGLIO!”
ci sveglia il TUTU del treno..ci alziamo, corriamo fuori dall’ascensore, assonnati, stanchi
il tutu era per avvisare che stava ripartendo!
Non ci credooooo…NOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!
“Why no stop???”  in un inglese inpanicato!un tipo della stazione ci risponde: “no!stop here!”
praticamente si era fermato ma non lo avevamo sentito…cazzo!carlo era pure in piedi!
Spaventati e infreddoliti al limite del possibile…
“Last train for tonight!”
NOOOOOOOOOOOOOOO, l’ultimo treno?eh si...
“next train is tomorrow morning at 4 o’clock!”
...5ore, tra 5 ore, tutto chiuso, unica via d’uscita l’ascensore che riparava solo dal vento, non dal freddo!
Io insisto: “andiamo a cercare qualcosa di aperto!”
“un bar, una casa, un ostello, un posto riparato, la polizia!qualcosa!”
morivo di freddo, tremavo, denti barbelavano, le mani e i piedi gelidi..il vento mi faceva girare la testa!!!
Camminiamo, camminiamo ancora…tutto chiuso!...unico posto, un barettino con due cinesi che puliscono il locale, busso!”please, can i enter one moment!it’s too cold!”
…mi scambiano per una barbona…
mi suggeriscono con la porta socchiusa di andare in un ostello più avanti..
proprio in quell’istante mi viene in mente che, mentre camminavo in direzione stazione fianco a fianco con vale sulla strada due tipe escono a fumare da una casa, una casa che sembrava un ostello, non so, non leggo l’insegna, però quando ho visto le due tipe (nonostante l’avventura doveva essere finita) ero più tranquilla…“fosse andata male alla stazione qualcuno ci poteva aiutare”…
in quel momento mi deve essere uscita una frase tipo: “se dovesse succedere qualcosa al treno (non lo pensavo seriamente..) sappiamo dove rifugiarsi!”..così per dire..
ok. I  2 cinesi non si fidano di noi, ci lasciano on the street a gelare, hanno paura!volevamo solo scaldarci un pò!
Il niente, in quella città fantasma!camminiamo ancora un po’ un ostello!o degli appartamenti per vacanzieri…busso, zero risposta!FUCKK!!
Nessuno!nessuna entrata!
Il freddo aumenta..
Camminiamo ancora, altra indicazione ostello, proseguiamo, io avevo perso le speranze…
Ci dividiamo: io e ste andiamo a bussare sotto un’indicazione RECEPTION..vale e carlo vanno alla ricerca di un posto abusivo dove poter passare quelle ore (ormai diventate 4 credo) senza morire di freddo!
IO E STE bussiamo, niente. Busso più forte. “ci sarà pure qualcuno!”, la luce è accesa.
Ci apre una ragazzina orientale con in mano una tazza fumante, con qualcosa di caldo—beata—
Le spieghiamo la situazione col “nostro” inglese perfetto..barbeliamo…
“abbiamo perso l’ultimo treno per Sydney, abbiamo bisogno di un posto al caldo per 4 ore, moriamo di freddo qui fuori!”
“wait here, I ask…” era giovanissima, sarà stata la figlia del proprietario o qualcosa di simile, parte il viaggio su questa povera ragazzina e la sua famiglia…i minuti passano, freddo o o
10 minuti non ci speravo più, finchè una signora mezza cinese credo spunta, senza aprire la porta ci chiede che vogliamo, cerchiamo di spiegare, ha paura cazzo!non apre neanche la porta…
alla fine ci dice di aspettare che chiede al boss aspettiamo sperando il freddo aumenta anche perché siamo fermi5 minuti, niente!chissà dov’è finita…busso..niente!luce spenta, tutti spariti, fantasmi!
Tornano i 2 pazzi….carlo e vale…infreddoliti quanto noi ci dicono di essere entrati nella lavanderia di un qualche posto, non si è capito bene dove…e di aver rubato 2 piumoni…tornano in ascensore!pazzi.
LA CELLA FRIGORIFERA
Così la chiama ste
Noi speranzosi rimaniamo davanti a quella porta..la cinese non si vede più!
Busso di nuovo
Piu forte, dal nervoso mi viene da piangere!
Ce ne andiamo.
L’ultima carta da giocare l’ostello famoso, quella cosa che sembrava un ostello ma di cui non ho letto l’insegna…un vago backpackers nella mia mente…non son convinta sia un ostello ma ci incamminiamo..
Arriviamo là, scopriamo tra l’altro che è vicina alla police sarebbe stata l’ultissima carta da giocare per non rischiare il congelamento!
Proprio nel momento in cui arriviamo davanti esce un tipo a fumare…e via dentro…noi, come dei topi in cerca di una tana..woooooooooooooo!!!!!!!!!!!!
Pensavamo fosse “il tipo dell’ostello”, già pronti a dare spiegazioni e un po’ titubanti entriamo!in realtà era un semplice backpackers, proprio come noi..lo salutiamo!
Entriamo…che bel calduccio!!deserto, nessuno, nessuno alla reception, arriviamo nella saletta piena di divanetti tutti colorati, un luogo tranquillo e pulito…un sogno!oddio stiamo sognando???
Un camino acceso tra i divanetti…o d d i o 
Non ci potevo credere
Vicino al camino vediamo una ragazza, sembra cinese, pensiamo di dover dare spiegazioni anche a lei ma, per fortuna, non alza neanche lo sguardo, era una di noi!
Alla reception ancora nessuno…il piano era: spacciarci per fidanzati, io facevo finta di stare male!non è servito….bellaaa!!non c’era nessuno!perfetto!
Ci sdraiamo, cerchiamo di scaldarci un po’, ma il freddo è dentro, nelle ossa….bbbrrrr…..
Penso ai 2 pazzi nell’ascensore, mi sento quasi in colpa per aver trovato quel posto caldo ed accogliente…
La ragazza orientale scrive, vicino al camino gustando dei (all’apparenza) buonissimi biscotti al cioccolato…mmmm….languorino!
Abbiamo fame, 2 soli paninini nell’arco della giornata, una giornata di 9 ore di cammino circa!!
non osiamo chiedere i biscotti, ci bastava aver trovato quel posto, con quel camino, con un tetto sopra la testa e un divano sotto al culo….sembrava quasi uno scherzo!
Fuori il vento era fortissimo, ero preoccupata per carlo e vale, continuavo a ripeterlo a ste…lui mi diceva: “se la caveranno vedrai!”
Ad un certo punto spuntano due ragazze…stessa scena paura di dover dare spiegazioni e paura di essere ricacciati in strada col freddo che faceva fuori!!!
Mi avvicino…. “sorry…” blatero qualcosa…non mi esce nulla…. “ste vieni qui…”
E una delle due -“parlate italiano??”
“SISI!!!”
-“Dimmi” non ci potevo credere!!italiana…incomincio a blaterare in italiano, parlando veloce…
lei mi blocca..-“son belga..i miei genitori son italiani capisco e parlo un pò!”
ok.
Ricomincio da capo, cercando di parlare piano e cercando di usare parole facili…
Ma dalla felicità, dalla stanchezza e dalla fame facevo fatica pure a parlare italiano
Ci offrono del cibo, con l’altra ragazza non abbiamo parlato molto…(no italiano)…
-panini al prosciutto ..meglio di cosi!!!!!!!!!!
…raccontiamo l’avventura, ridono divertite!noi meno
continuo a ripetere che ho freddo, finchè la mezzaitaliana mi cede la sua coperta!
GRANDE!
..si parla un po’…ste si innamora come al solito…cerchiamo di rifarci per il favore, per il cibo, per il caldo, per il posto…come se loro ci avessero dato da dormire…
spieghiamo del van, del TFN, de conto in banca, del medicare, ci ascoltano interessate!
Forse è tutto finito…
Un pensiero va sempre agli sballi in ascensore…
Convinta che carlo avesse il telefono scarico non lo chiamo…loro fanno lo stesso, credo
Eravamo d’accordo che al massimo ci saremmo incontrati alle 3 e mezza davanti al binario…
Le 2 tipe escono a fumare mi viene in mente che forse erano proprio loro che avevo visto lì fuori a fumare quando siamo passati la prima volta!due angeli!
..tornano..
“buonanotte!”e vanno a letto
anche noi decidiamo di dormire un po’
porto a ste un cuscino che gli fa da minicoperta, io mi copro per bene dopo un cappuccio e una barretta di cioccolato si dorme!
Visto il caldo decidiamo di svegliarci verso le 6 e 20 e prendere il treno delle 7..
Ci addormentiamo un po’ in para’ sentendo il vento là fuori che soffiava come un pazzo!!
Zzzz….
Ore 4 mi suona il cellulare “ALLORA ERA CARICO IL SUO TELEFONO!”
Carlo: “dove siete??noi sul treno!”
Ok, stavano bene, l’importante era questo, che non erano morti di freddo!!
“prendiamo il treno dopo, siamo al caldo!!”rispondo
ok, mi riaddormento
ore 6/6 e qualcosa mi sveglio, ancora nessuno, quel’ostello era deserto!
Sveglio ste
Scarpe, zaino in spalla, direzione stazione!
proprio nel momento in cui ci alziamo dal divano entra una tipa, ecco, la tipa della reception..

“ecco la sfiga…uscivamo 2 secondi prima..”
ci passiamo davanti, solita scena, pensiamo di doverle delle spiegazioni, invece…
“have a good day!”
“THANKSSSS!!”
Meglio così...
In strada, il freddo, ancora freddo!!arriviamo in stazione…pochi minuti di attesa per questo famoso treno, per non rischiare ci mettiamo davanti al binario col vento che  ci soffia contro…arrivaaa!!
È quasi fatta!!
È fatta davvero!!
Siamo quasi alla fine di questa lunga avventura..saliamo!
Stanchi morti, occhi rossi (da sonno), piedi a pezzi
Scriviamo perché una così non si può non raccontare!!
Dopo una mezz’oretta svaccati il treno si riempe. Due signori si siedono di fianco a noi, vedendoci stanchi e un pò scocciati che ci tolgono dello spazio, ci chiedono se va tutto ok….
Raccontiamo anche a loro la nostra avventura (o meglio ste racconta perchè io non ho le forze né di parlare né di capire..)
Ridono come pazzi e ci dicono che qualche giorno fa un ragazzo si è perso per 12 giorni nelle blue mountains…
Ci è andata bene dai!il tutto finisce in una risata..e ci ridanno lo spazio perso…ci risvacchiamo!!
Finalmente a Sydney…ci incamminiamo in ostello dalla stazione centrale pitt street!
arriviamo in ostello e la camera non è pronta…bbbene!!!
Una buona breakfast…
Siamo vivi per fortuna….
Mai vissuto un’avventura così!!!
ALICE

QUI ci sono alcune foto scattate nelle blue mountains

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La Linea d'Ombra



La nebbia che io vedo a me d'avanti, per la prima volta nella vita mia mi trovo,
a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo,
mi offrono un incarico di responsabilità: portare questa nave verso una rotta che nessuno sa;
 è la mia età a mezz'aria, in questa condizione di stabilità precaria, ipnotizzato dalle pale sul soffitto,
mi giro e mi rigiro sul mio letto, mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome, il fondo del caffè confonde il dove e il come,
e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione, nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione,
per ogni strappo un porto, per ogni porto in testa una canzone,

è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione, senza preoccupazione, soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare...la mamma...il mare.

Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno d'un comandante,
mi hanno detto che la paga è interessante, il carico segreto ed importante,
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso,

 è come dover saltelare al di la di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato, saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto, di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura come sarò? Dove mi condurrà la mia natura?

La faccia di mio padre prende forma sullo specchio, lui giovane, io vecchio, le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio:" la vita non è facile, ci vuole sacrificio, un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione..." arriva un giorno in cui bisogna prendere una decisione. E adesso in questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione, guardando il cielo un senso di oppressione, ma è la mia età, dove si guarda come si era e non si sa cosa si fa, dove si va.

Che responsabilità si hanno nei confronto degli esseri umani che ci vivono accanto, e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera, dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera..ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pur di mangiare..mi perdo nelle letture: i libri dello Zen, il Vangelo, l'astrologia che mi racconta il cielo, galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare..ma questa linea d'ombra non me lo fa incontrare!
Mi offrono un incarico di responsabilità, non so cos'è il coraggio, se prendere o mollare tutto se scegliere la fuga o accettare questa realtà difficile da interpretare...ma bella da esplorare, provare ad immaginare come sarò quando avrò attraversato il mare, portato questo carico importante a destinazione, dove sarò al riparo dal prossimo monsone.

Mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto per partire, getterò i bagagli in mare studierò le carte, e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte, e quando passerà il monsone dirò: levate l'ancora, dritta, avanti tutta, questa è la rotta, questa è la direzione, questa è la decisione!


                                                                                        

                     La Linea d'Ombra. Jovanotti 1997 "L'Albero"


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Happy Birthday


Venerdí 26/9 6:44


Ma sto sognando...

Mi ci è voluto un po stamattina quando ho aperto gli occhi e mi sono trovato sotto ad un soffitto nero, in cima ad una letto a castello, che appoggiato sulla moquette di una stanza veramente squallida. Dai vetri sporchi di una vecchia finestra riesco a vedere il traffico già sveglio (o forse "ancora" sveglio) dell'inrocio tra la Pitt street ( una lunga strada che arriva fino alla Arbour Bay) e la Goulburn.

Ci sono macchine e persone che attraversano reciprocamente l'incrocio e altri mezzi fermi con le 4 freccie, stanno lavorando, fanno un chiasso infernale ( probabilmente mi hanno svegliato loro) nel tentativo di pulire una enorme vetrata... va be'.

Butto l'occhio sul pavimento, la cui superficie è occupata totalmente dai 2 letti a castello, un tavolino e 4 borsone e non appena riconosco la valigiona gialla con la mia roba sopra mi rendo conto che non stavo sognando, quello che non ho ancora capito è se era un sogno bello o brutto...!?

Prendo il telefono per vedere che ore sono: le 5:56 di un sabato 26 settembre...26 settembre, è il mio compleanno, questa scoperta mi rende un pò triste, sono qua solo e anche se mi sono arrivati diversi messaggi di auguri (e altri me ne continuano ad arrivare mentre sto scrivendo) sono qua solo... E ieri lo sapevo -domattina Vale quando vedi scritto 26 settembre ti prende male- pensavo mentre ero seduto su un prato a "The Rocks Point" di fronte ad una delle viste più spettacolari ,che una città moderna può offrirti, al mondo: di fronte a me c'era una baia con qualche traghetto che portava i turisti dall'altra parte, passando sotto l'Arbour Bridge, quel ponte tutto di ferro, icona della città di Sydney ( che fra l'altro usano come parete da arrampicata..valore aggiunto, fanno salire i turisti con le imbragature, da lassù possono godersi un panorama mozzafiato!!). Dietro la baia, una lunga lingua di terra che congiunge quasi le due sponde fa da passerella ai visitatori della imponente costruzione con quello strano tetto a spicchi: l'Opera House. Ancora dietro si riesce a scorgere un grazioso palazzino sul mare, che è la casa del governatore, da lì si estende il parco dell'immenso "Royal Botanic Gardens". Il tutto contornato da moderni grattacieli che sembrano in simbiosi con i numerosi giardini e alberi che, verdi e rigogliosi danno a questo posto un senso di perfezione. Che esista davvero l'equilibrio tra natura e cemento?

Queste erano le mie riflessioni dopo una mattinata passata a vagare per Sydney, potevo fare quello che volevo ma non ero così felice della mia condizione. La mattina, uscito dalla porta del Nomads Maze (l'ostello in cui mi trovo) con la mappa in mano ho detto:<< vado lì!>>. Nel tragitto ho anche aperto un conto in banca alla Westpac Bank Corporation, e visitato un Apple Store a tre piani dentro un cubo di vetro..forte è?

In quel giardino (ero stanco morto dal viaggio) ho dormito un'oretta, e quando mi sono svegliato ho pensato ,anche lì ,di essere in un sogno. Mi sono alzato di scatto e ho ricominciato a camminare...<< Were are you from>> un signore sulla sessantina, sicuramente abitante di Sydney mi prende per un braccio <> rispondo camuffando l'accento.

Ancora un pò frastornato vengo sommerso da una valanga di parole...ne capisco una su cinque, ma realizzo che mi sta illustrando le bellezze di Sydney.

Mi accompagna per 10 minuti a braccetto mentre racconta la città. Passiamo davanti ad un aborigeno che suona il digiridue e mi dice <> in effetti qualcosa di strano aveva...Poi mi stringe il braccio e mi saluta: <>.

Fa un freddo cane e decido di tornare a casa!

Dentro la stanza ci sono tutti: un ragazzo francese con la sua mamma e John, un simpatico signore di 50, 55 anni (forse di più) che proviene dall' Inghilterra ma ormai da molti anni vive qua in Australia. Saluto e mi siedo sul tavolino a riguardare tutti i depliant che ho raccolto durante la giornata con aria abbattuta. John sembra che mi capisca allora mi chiede qualcosa ed iniziamo a chiacchierare...mi ha dato fiducia e, devo dire la verità, mi ha tirato un pò su il morale. Gli ho detto che mi piacerebbe andare a lavorare in campagna e lui mi ha risposto che l'indomani mi avrebbe aiutato a cercare qualcosa..lo ringrazio e vado a farmi una doccia, anche lui esce dalla camera.

Quando torno sul mio letto trovo un giornaletto: "Just Job" ( solo lavoro)...mi sono addormentato decisamente più soddisfatto

...cosa avrà in servo per me questo posto il giorno del mio compleanno?

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Al DUNKIN DONUTS di Seoul


24/settembre/2009


Sono in Corea, sono in Corea..faccio fatica a rendermene conto anche se è tutta la giornata che giro per Seoul, ora sono sul bus che mi riporterà in aeroporto e sto pensando a che bizzarro Paese sia questo!
Stamattina appena atterrato la' "INCHEON"  di Seoul erano le 7 giù di lì e mi sono chiesto…ora cosa faccio fino alle 19?
Armato di pazienza e del mio vacillante inglese chiesto informazioni, acquistato 2 biglietti per il centro a 18000 W, circa 10€, e sono partito.
Reduce da un volo non molto simpatico e appena sveglio non mi rendevo conto bene di quello che facevo..ne del perché…in poco più di un'ora mi sono trovato in una sottospecie di bar nel pieno centro della città, seduto ad un tavolino in compagnia di un coreano ed un ragazzo francese, Gregoire, conosciuto in bus, lui si fermerà qua per tre settimane prima di tornare a Parigi.
Ero in Corea, dopo mezz'ora di chiacchiere decido di prendermi un minuto di tempo da quella conversazione che aveva dell'incredibile (considerando anche il facto che dei tre quello che parlava meglio inglese ero io, e il ché è tutto un dire…) ho iniziato a riflettere… in Corea, ma fino ad un anno fa, o anche un'ora fa chi ci avrebbe mai pensato di andare in Corea, quella del sud, per intenderci, quella democratica, che ha la bandiera come il Giappone però con il cerchio rosso e blu e con quelle " attorno…che posto è la Corea..! E' quel posto dove appena scendi dal bus vieni inebriato da un odore devastante, non so se è fritto, soia, mais bollito, gas di scarico o tutto insieme. So da dove deriva però…da una miriade di baracchine disseminate per tutte le strade e non più lontane di 5 m l'una dall'altra, molte sono uguali, si chiamano P-Shop, o S-Shop, non ricordo, Shop qualcosa. Vendono di tutto, ogni coreano che l'affitta apre lì dentro la propria attività, c'è chi vende cibo, chi lucida le scarpe, chi vende piante e fiori, chi se ne sta fermo lì dentro ad aspettare qualcosa…non ho proprio capito cosa facessero loro, e poi, c'è chi vende cibo e chi vende cibo..in ogni caso una casina ogni 2 (forse anche 2 ogni 3) vende cibo! Tanto che mi hanno fatto finire in una di quelle catene (tipo McDonald's ma solo colazioni e spuntini) che avrei voluto evitare.
La Corea (dico Corea ma intendo Seoul, l'unico posto che ho visto è anche quel posto in cui (come quasi tutti i Paesi non "occidentali") le contraddizioni si notano quanto un prete nella neve!!
E' il posto in cui sei circondato da enormi grattacieli luccicanti e pubblicità luminose stile New York sotto i quali migliaia di abitanti si spostano con motorini che in Italia non si trovano più da dopo la guerra.
E' il posto dove tutti girano con la mascherina e dove ti giri ti giri trovi spot o cartelloni contro "INFLUENZA A H1N1" ma nei bagni non c'è carta ne sapone e per tirare l'acqua devi sdraiarti sopra il gabinetto perché la leva resta quasi sotto di esso; dove tutti quelli che fanno da mangiare per strada lo fanno con i guanti….di stoffa.
Dove a "guardia" dei siti storici ci stanno persone camuffate da guerrieri medievali con improbabili tessuti che tendono al fosforescente e di fronte ai negozi pupazzi tipo gabibbo tentano di farti entrare attirando la tua attenzione che però è rivolta al mutilato che gli passa a fianco, senza gambe, che si trascina avanti su una tavola da skateboard e porta con se una radio con le ruote e una cassetta per l'elemosina.
E' il Paese dove i cartelli stradali ed i semafori sono come i nostri ma 2 o 3 volte più grandi, sono enormi, come le strade e i grattacieli, dentro però i bar, i bagni, gli internet point, qualsiasi locale è minuscolo…non ti giri.
Il posto in cui vedi numerosi gruppi di impiegati in giacca e cravatta uscire dalle banche, e marciare per la strada come militari, con il loro cartellino al collo, e poi si vanno a "riposare" nei bar schiacciando generosi sonnellini con la testa china sulle braccia nei tavolini, come quella dietro di me!!
<< And you?>>, <>, <> incalza ill coreano paffutello con gli occhiali al tavolo con me …<> respond, <> mi ripened Gregoire, <>… Stavano parlando di religione e il coreano continuava a ripetere << I belive in Jesus Christ>> e anche che gli piacevano i giapponesi anche se li avevano attaccati nel '37 (se ho capito bene) perché anche loro credono in Gesù!
Poi abbiamo parlato di Corea del Nord e abbiamo accennato anche tante altri argomenti, troncati subito causa carenze comunicative.
Alla fine abbiamo mangiato una specie di bombolone rosa e una specie di granita, anche quella rosa che sapevano entrambi di bubblegum e ci siamo salutati.
Il resto della giornata l'abbiamo passata a girare come zombie per la città, ho salutato Gregoire e mappa alla mano sono tornato alla fermata del bus…
La Corea… forte! 

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ISTRUZIONI PER L'USO

Ciao!!! ora vi faccio vedere a tutti come seguirmi per questi 7 mesi...

1- Questo è il mio ''D1ARi0', il neonato ...purtroppo non si trova facilmente su internet..i motori di ricerca non lo riconoscono...quindi vi consiglio di salvarvi questo indirizzo tra i siti preferiti!!!
Ho intenzione di aggiornare quotidianamente questo spazio, scrivendo vari 'post' con le mie impressioni della giornata, proprio come un diario, quindi potete visitarlo spesso e lasciare i vostri commenti ai post!

2- ' ' F0tO ' ': nel diario aggiungerò alcune anteprime delle immagini catturate da quà e link, come questo: '' FOTO '' (ora è vuoto ovviamente) che vi permetterà di visualizzare tutte le foto che ho scattato in Australia.

3- ' ' V1d€0S ' ': oltre alle foto non poteva mancare il collegamento al mio canale you tube nel quale potrete consultare il ''videodiario'', tenterò di aggiornare anche quello più frequentemente possibile, tempo e connessione internet permettendo!

Per diffondere questo blog copiatevi l' indirizzo URL: http://valeaustrale.blogspot.com/  ed inviatelo via e-mail agli amici a cui lo volete mostrare!!

Questo blog nasce per un duplice motivo,
1) rendervi partecipi di ciò che fa VALE per questi 7 mesi
2) farmi sentire un pò meno lontano...

Infine vi lascio i miei contatti... e-mail: valentinolocatelli@gmail.com
            cercami su skype, nome skype: valentinolocatelli

Per adesso grazie a tutti, ci vediamo sabato sera (19.09.2009) a villa cica, in attesa del prossimo post!